Nuovo rinvio per il processo a Boxlandia

Boxlandia

SORRENTO. Ennesimo rinvio per una querelle giudiziaria che si trascina da 5 anni. Bisognerà attendere il 20 gennaio 2016 per conoscere la sorte dei quattro imputati nel processo Boxlandia: l’ex assessore all’Ambiente della Provincia di Salerno, Adriano Bellacosa, il costruttore Giuseppe Langellotto, Lucio Grande e Dario Perasole, commissari ad acta che diedero l’assenso alla costruzione di 252 box auto in vico III Rota, a Sorrento.

Ieri mattina era in programma l’arringa difensiva di Giuseppe Vitiello, avvocato di Lucio Grande. Il legale, però ha presentato un certificato medico che ha spinto i giudici d Torre Annunziata a disporre il rinvio. La stessa circostanza si era verificata durante la penultima udienza, quando a dichiararsi infortunato era stato Liborio Di Nola, difensore di Dario Perasole.

Dopo cinque anni e venti udienze, dunque, la conclusione del processo Boxlandia slitta ancora. E di questo non possono certo essere contenti i Vas e il Wwf, costituitisi parte civile all’indomani del rinvio a giudizio dei quattro imputati di falso ideologico e abuso d’ufficio: “Ma un primo risultato l’abbiamo ottenuto – sottolinea Claudio d’Esposito, presidente del Wwf Terre del Tirreno – il permesso di costruire è scaduto, ragion per cui il parcheggio interrato non si farà e l’agrumeto non sarà sventrato”.

Intanto si fa strada un progetto per la riqualificazione dell’area. La famiglia di Giovanni Antonetti, tra i primi a scagliarsi contro la costruzione dell’autorimessa, è pronta ad acquistare il suolo. Per centrare questo obiettivo è nato persino un gruppo su Facebook, battezzato “Dal parcheggio di vico Rota al parco Giò Antonetti”. A spiegare il senso dell’iniziativa è Renato, fratello del consigliere scomparso qualche anno fa: “Vogliamo fare di quest’area un parco pubblico aperto a bambini, anziani e fasce deboli della società, per i quali Giò si è sempre battuto. E a lui lo intitoleremo per ricordare alle generazioni future che la tutela dell’ambiente è un dovere di tutti”.