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Nessun abuso al parcheggio “Veniero”, tutti assolti

Tribunale

PIANO DI SORRENTO. Il cambio di destinazione d’uso del parcheggio “Veniero”, temporaneamente trasformato in area di sosta a rotazione, era perfettamente regolare. Stesso discorso per il permesso a costruire rilasciato dal Comune. Sono queste le motivazioni sulla base delle quali il Tribunale di Torre Annunziata ha assolto con formula piena Maria Veniero, proprietaria della struttura di via Ripa di Cassano, Massimiliano D’Esposito, titolare della ditta esecutrice dei lavori, e l’ingegnere Raffaele D’Esposito dall’accusa di violazione della normativa urbanistica.

La vicenda è quella relativa all’autorimessa da 35 box auto su due livelli. Nel 2010 l’ex sindaco di Piano di Sorrento, Giovanni Ruggiero emanò un’ordinanza con la quale i privati venivano invitati a mettere a disposizione aree da adibire a parcheggio estivo. D’accordo con la proprietaria, Maria Veniero, il primo livello della struttura di via Ripa di Cassano viene così trasformato in parcheggio a rotazione per 90 giorni.

Subito viene eseguito un sopralluogo. In base alla ricostruzione di carabinieri e Procura il cambio di destinazione d’uso è irregolare perché non espressamente autorizzato dal Comune. Ecco perché, in un primo momento, i pm contestano addirittura l’abuso d’ufficio al comandante della polizia municipale di Piano di Sorrento, Marco Porreca e al capo dell’ufficio Tecnico, Graziano Maresca, oltre che alla Veniero ed ai due D’Esposito.

Ipotesi poi caduta nella primavera del 2012, quando i due dirigenti comunali sono stati prosciolti, mentre la proprietaria del parcheggio, il progettista ed il titolare della ditta esecutrice dei lavori vengono rinviati a giudizio per il reato urbanistico. In più, al solo Raffaele D’Esposito viene imputato anche il falso. Oltre a contestare l’effettiva necessità del cambio di destinazione d’uso, l’accusa sostiene che questo illegittimo mutamento sia dimostrato dalla mancata realizzazione dei tramezzi. Secondo la difesa, invece, il fatto che il primo livello della struttura sia stato temporaneamente destinato a parcheggio a rotazione e che i tramezzi non siano stati eretti non dimostra il cambio di destinazione d’uso. Che tra l’altro, se di durata non superiore a 90 giorni, non richiede autorizzazione.

Inoltre nel corso del il processo viene evidenziata la regolarità anche del permesso a costruire. Quanto basta perché il giudice Emanuela Cozzitorto assolva Maria Veniero e Raffaele D’Esposito, assistiti dall’avvocato Paola Astarita, e Massimiliano D’Esposito, difeso dal penalista Giuseppe Ferraro, perché il fatto non costituisce reato.