Muore dopo intervento, nuovo (presunto) caso di malasanità in costiera sorrentina

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SORRENTO/VICO EQUENSE. Ricoverata per quello che doveva essere un intervento di routine, muore dopo una settimana di agonia. Antonietta Cavallaro, 66enne di Casola di Napoli si trovava al “De Luca e Rossano” di Vico Equense per l’asportazione della colecisti. L’operazione, secondo i chirurghi, perfettamente riuscita. Ma le condizioni della donna si sono rapidamente aggravate. Ha cominciato ad accusare dolori lancinanti all’addome. A questo punto viene sottoposta ad una tac che evidenzia la sospetta perforazione dell’intestino. La 66enne, quindi, viene operata di nuovo, poi ricoverata in Rianimazione, fino a quando, giovedì scorso, sopraggiunge il decesso nell’ospedale di Sorrento. I familiari sporgono denuncia e la salma viene sequestrata ed è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa della probabile autopsia, mentre i carabinieri sequestrato la cartella clinica.

La vicenda che ha inizio il 10 gennaio scorso quando Antonietta Cavallaro, sposata e madre di cinque figli, viene ricoverata al presidio di Vico Equense per un intervento programmato. Dopo tutti gli accertamenti del caso, i chirurghi le asportano la colecisti. L’operazione è di quelle che non destano particolari preoccupazioni ed al termine i sanitari rassicurano i familiari della paziente: “Tutto ok”. Ma subito nascono dei problemi. Poco dopo, infatti, la 66enne comincia ad avvertire forti dolori all’addome. La donna si lamenta sempre più.

Sabato 12 gennaio i medici dispongono il trasferimento al “Santa Maria della Misericordia” di Sorrento. La donna viene sottoposta a una tac addominale che evidenzia la sospetta perforazione dell’intestino. Subito i chirurghi si preparano per un intervento di riparazione intestinale. Anche questa operazione viene eseguita senza apparenti problemi, ma le condizioni di Antonietta Cavallaro appaiono già compromesse, come avrebbe confermato uno dei sanitari al figlio della donna. Per lei scatta il ricovero in Rianimazione dove resta per circa cinque giorni prima del decesso di giovedì mattina.

I familiari, però, non ci stanno e decidono di rivolgersi alle forze dell’ordine. Scatta così la denuncia, presentata da uno dei cinque figli della donna ai carabinieri della compagnia di Sorrento. I militari dell’Arma sequestrano la cartella clinica mentre la salma della 66enne viene portata nell’obitorio del cimitero di Castellammare di Stabia, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Già nelle prossime ore i pm oplontini potrebbero far partire i primi avvisi di garanzia in vista della probabile autopsia per stabilire le cause della morte.