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Msc Seaside, soluzioni tecniche all’avanguardia

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Fincantieri ha superato l’esame qualità. La Msc Seaside è la conferma degli ottimi standard qualitativi raggiunti dal colosso italiano della cantieristica. Molto soddisfatto Emilio La Scala, capo della struttura tecnica di Msc. Da Londra, insieme al suo staff, ha seguito la costruzione di questa nuova ammiraglia passo dopo passo e ora ci accompagna in giro per i saloni e per gli apparati tecnici mostrando tutta la sua soddisfazione per il risultato raggiunto. Emilio La Scala è uno dai manager di fiducia dell’armatore Gianluigi Aponte. Hanno lavorato fianco a fianco per tutta la vita e al quartier generale di Ginevra sanno che possono stare tranquilli perché la qualità delle navi ha un supervisore a cui non sfugge nulla.

“Devo dire – ammette La Scala – che Fincantieri ha stupito anche me. Credevo che i cantieri Stx fossero un pochino più avanti. Invece qui a Monfalcone piano piano ho rivisto questa mia convinzione. E di verifiche ne ho fatte tante”. Emilio La scala focalizza la sua attenzione su due punti fondamentali della Msc Seaside che hanno raggiunto un livello di efficienza veramente unico. Il primo riguarda la propulsione. A differenza delle ultime costruzioni realizzate in Francia la Seaside torna ad una propulsione con eliche in asse. Gli Azi, cioè i gruppi poppieri indipendenti, da questo punto di vista sono straordinari: ruotano di 360 grandi e sostanzialmente sono collegati alle nave solo da un cavo elettrico e da un braccio snodabile.

Una propulsione, questa, utilizzata sulle ultime navi realizzate in Francia, ma che poco piace all’armatore Gianluigi Aponte per le difficoltà di manutenzione: la nave ha bisogno, infatti, di particolari impianti quando entra in bacino per la manutenzione dei gruppi Azi. Con la Seaside, dunque, si è tornati alle eliche in asse. E le maggiori preoccupazioni di La Scala riguardavano gli standard di silenziosità di questo tipo di trasmissione. Assi lunghi sessanta metri che inevitabilmente lavorano generando vibrazioni. Non bisogna dimenticare, infatti, che queste navi di nuova generazione sono spinte da due motori elettrici silenziosissimi a loro volta alimentati da quattro generatori che lavorano a richiesta di potenza. È evidente che la richiesta maggiore può avvenire durante le manovre. Ebbene anche in questa condizione, grazie al l’ausilio di 6 eliche trasversali (4 a prua e 2 a poppa) la nave ruota intorno ad un punto fisso di 40 gradi in meno di un minuto senza trasmettere allo scafo la minima vibrazione.

“Ebbene devo dire che il risultato raggiunto è veramente eccezionale. Dopo le due prove in mare previste sono tornato in ufficio incredulo, la Seaside solcava l’Adriatico e in tutti gli ambienti della nave non ho percepito il minimo fastidio. Ma non ero ancora convinto. Così, vincendo le normali resistenze di Fincantieri ho chiesto e ottenuto una terza prova in mare sfruttando anche condizioni meteo difficili. Seaside ha dimostrato una stabilità unica e, soprattutto, non ho avvertito vibrazioni neanche nelle zone più basse della nave”. Una lavoro straordinario, dunque, che La Scala riconosce a Fincantieri e, soprattutto, alla scelta di eliche a sei pale realizzate appositamente per Fincantieri da una azienda tedesca super specializzata nel realizzare angoli precisi e superfici levigatissime.

L’altro risultato raggiunto con Seaside che soddisfa pienamente Emilio La Scala è l’allocazione delle scialuppe di salvataggio, grandi tender dotati di due motori e ogni comfort, capaci di scendere in mare in ogni condizione. “Abbiamo perso qualcosa in spazio utile – spiega La Scala – ma ora siamo più che soddisfatti. L’accesso ai tender avviene direttamente dai saloni, così le stazioni di raduno dei passeggeri distano meno di due metri e sono al coperto”. Una soluzione, quella adottata, che ha contribuito a migliorare anche la stabilità complessiva della nave che può navigare anche in condizioni difficili senza creare disagi particolari ai passeggeri. Insomma Msc Seaside segna un nuovo livello di standard qualitativo raggiunto grazie alla stretta collaborazione tecnica tra Msc e Fincantieri.

di Antonino Pane da Il Mattino