Morte sospetta all’ospedale di Sorrento, scatta l’inchiesta

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SORRENTO. Un’operazione inutile alla milza che avrebbe portato al decesso della paziente. E’ l’ipotesi che si sta vagliando in merito alla morte di Elena Migliozzi, 77enne di Gragnano. Il primo ad avere dei dubbi sull’operato dei colleghi è stato il primario del reparto di rianimazione dell’ospedale di Sorrento, che avrebbe riferito al figlio della vittima che: “Il quadro clinico di sua madre è peggiorato a causa di un’operazione del tutto inutile e gratuita”.
All’udire queste parole Pasquale Schiano di Visconti, figlio della donna ed ufficiale dell’esercito, è andato su tutte le furie. Elena Migliozzi, infatti, è stata operata d’urgenza alla milza per una presunta lesione indicata in un referto radiologico. Il figlio ha anche dovuto firmare una liberatoria per l’evidente alto rischio determinato dal sottoporre ad un delicato intervento chirurgico una persona già affetta da altre patologie. “In sala operatoria – dice il figlio – la drammatica scoperta: nessun problema alla milza, secondo il chirurgo. Inevitabili le complicazioni e la fine dopo due giorni”.

A questo punto ci si chiede se era proprio necessario sottoporre la 77enne all’operazione. Qualche chiarimento arriverà dall’autopsia disposta dal sostituto procuratore di Torre Annunziata, Mariangela Magariello. Nel frattempo la salma dell’anziana è già a disposizione dell’Autorità Giudiziaria presso l’obitorio di Castellammare di Stabia.
La drammatica vicenda ha inizio giovedì scorso, quando la donna, affetta da obesità e da ridotta funzionalità cardiaca, viene ricoverata al De Luca e Rossano di Vico Equense a causa di un ematoma alla gamba sinistra. I medici la sottopongono ad un’ecografia riscontrando versamento di liquido nell’addome. Il giorno dopo, viene deciso il trasferimento d’urgenza a Sorrento in quanto serve una tac per verificare possibili lesioni interne.

Al Santa Maria della Misericordia Elena Migliozzi viene così sottoposta a una tac al torace e a una all’addome, dalle quali emerge la necessità di un monitoraggio costante. I medici ricoverano la 77enne nel reparto di Chirurgia e, dopo poche ore, la sottopongono a una nuova tac di controllo all’addome. L’esame secondo il referto non lascia dubbi: la diagnosi è “lacerazione traumatica parenchimale”. In parole semplici i medici ritengono ci sia una lesione della milza che provochi il versamento di sangue nell’addome. Diventa, quindi, necessario l’intervento chirurgico. Il figlio della donna valuta la possibilità di trasferirla al Cardarelli di Napoli, ma la risposta del chirurgo di turno è netta: “Non c’è tempo, rischiamo di non arrivare nemmeno in sala operatoria: sua madre ha perso due punti di emoglobina”.

In effetti, nel momento in cui i medici di Sorrento ipotizzano l’intervento chirurgico, la donna perde sangue dalla gamba sinistra già da un giorno e mezzo. Una situazione drammatica. Elena Migliozzi viene operata. L’intervento riesce perfettamente, ma c’è un particolare: una volta in sala operatoria, i medici si accorgono che la milza è intatta. Non ci sono lesioni, ma solo alcune aderenze e una certa quantità di liquido nell’addome che l’equipe di chirurghi elimina senza problemi. La donna viene trasferita in rianimazione. Le sue condizioni peggiorano, complici l’età e i pregressi scompensi cardiaci. Problemi aggravati da un intervento che sembra inutile: “Il primario del reparto di rianimazione – si legge nella denuncia presentata dal figlio di Elena Migliozzi ai carabinieri della stazione di Sorrento – mi riferiva che a causa dell’intervento cui era stata sottoposta mia madre, definito del tutto inutile e gratuito, il suo quadro clinico era compromesso”.

Domenica pomeriggio l’anziana viene colta da un arresto cardiocircolatorio che la stronca nel giro di pochi secondi con la conseguenza che ora la vicenda sotto la lente d’ingrandimento della Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

Il pentimento dell'ex vice sindaco Gnarra

Nel frattempo, dall’ospedale Santa Maria della Misericordia di Sorrento si difendono: “L’intervento chirurgico al quale è stata sottoposta la paziente – spiega il primario del reparto di Chirurgia, Pietro Gnarra – è stato eseguito in modo corretto ed è perfettamente riuscito. Sulla base del referto emesso dalla divisione di Radiologia non c’erano alternative all’operazione”. Gnarra, subentrato poche settimane fa a Bruno Antonelli, analizza la vicenda senza tentennamenti: “Il referto trasmesso dai colleghi della divisione di radiologia faceva riferimento a lesioni della milza sulle quali bisognava necessariamente intervenire – aggiunge -. Dal punto di vista tecnico l’operazione è stata eseguita in modo ineccepibile ed è quindi perfettamente riuscita”.

Ma allora perché la settantasettenne di Gragnano è morta circa 30 ore dopo essere uscita dalla sala operatoria? Su questo aspetto si concentrerà l’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e affidata al pm Mariangela Magariello. Secondo Gnarra, comunque, “potrebbe trattarsi di complicanze successive all’intervento, anche in ragione del complesso quadro clinico che la paziente presentava già al momento del ricovero nei nostri ospedali”. Per il chirurgo sorrentino, dunque, non sarebbe stato l’intervento a provocare la morte di Elena Migliozzi.

Per Lucio Vitale, però, bisogna distinguere. Il primario del reparto di Radiologia è colui che, nella notte tra venerdì e sabato, ha sottoposto la 77enne di Gragnano alle prime due tac, una al torace e una all’addome, con e senza mezzo di contrasto. “Gli esami evidenziavano la necessità di sottoporre la paziente a un costante monitoraggio clinico e strumentale – fa sapere Vitale – oltre che di ripetere la tac di lì a poche ore”. È stato poi l’esame all’addome eseguito sabato alle 8 a evidenziare la “lacerazione traumatica parenchimale”, suggerendo ai chirurghi dell’ospedale di Sorrento l’opportunità di sottoporre Elena Migliozzi a un intervento chirurgico d’urgenza per l’asportazione della milza. Anche perché, nel frattempo, l’emoglobina della pazienta era diminuita di ben due punti. Insomma, i medici del Santa Maria della Misericordia sono tranquilli e si difendono. Ulteriori elementi sulla vicenda di Elena Migliozzi potrebbero arrivare già oggi, quando il pm comincerà ad analizzare la cartella clinica.

Intanto, dall’Asl Napoli 3-Sud fanno sapere di aver avviato un’inchiesta interna. “In relazione al decesso presso l’ospedale di Sorrento della signora Elema Migliozzi di Gragnano per complicanze a seguito di un intervento di asportazione della milza – si legge in un comunicato -, la direzione strategica Asl Napoli 3-Sud ha istituito una commissione medica interna a cui è stato affidato il compito di fare chiarezza sull’episodio. L’indagine interna dovrà accertare eventuali responsabilità personali degli operatori coinvolti, al fine di assumere i provvedimenti consequenziali”.