Morte di Giosuè Sorrentino, si propende per l’incidente

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Sul corpo del 35enne marittimo di Sant’Agnello non ci sono segni che indichino una colluttazione o il trascinamento del cadavere. A sancirlo è l’autopsia eseguita ieri sulla salma di Giosuè Sorrentino, trovato morto domenica mattina con la gola tagliata a bordo della petroliera Bianca Amoretti, a Venezia. I primi risultati dell’esame confermerebbero che il giovane sarebbe stato ucciso dalla lama della fresa utilizzata per tagliare barre di metallo e rinvenuta sporca di sangue vicino al cadavere. Sul corpo, inoltre, non sono stati individuati segni o ematomi che facciano pensare che il marittimo sia stato aggredito. Questo porta gli inquirenti ad accantonare l’ipotesi dell’omicidio, almeno per ora.

Attualmente sono due le piste su cui si concentrano la Procura di Venezia e gli uomini della squadra mobile del capoluogo lagunare: incidente e suicidio. Anche se quest’ultima eventualità non sarebbe in linea con il carattere di Giosuè Sorrentino: un giovane sereno, senza problemi di natura economica o sentimentale.

Resta, comunque, da appurare perché il 35enne si trovasse alle 2 di notte in una zona della sala macchine dove non aveva alcuna mansione da svolgere e dove, in genere, nessun marinaio scende dopo le 17. E’ questo l’aspetto della vicenda che gli investigatori punteranno a chiarire mentre continuano ad analizzare il diario di Giosuè ed il contenuto degli ultimi sms. Indagini che, come sperano i familiari e gli amici della vittima, dovrebbero portare a dare una risposta definitiva ai dubbi sulla sua morte.