Milan – Napoli finisce nel sangue: Cori, striscioni e due accoltellati nella notte

Milan-accoltellati

Già al termine delle partite con Atalanta e Borussia Dortmund i tifosi azzurri dagli spalti del San Paolo avevano avvertito i rivali rossoneri con cori che lasciavano poco spazio all’interpretazione: “Milano stiamo arrivando” e “Un solo grido, un solo allarme, Milano in fiamme”.

 E ieri la risposta del sostenitori del Milan della curva Sud non si è fatta attendere con l’esposizione di uno striscione che recitava: “Da voi solo minacce e storie inventate, ma quando realmente ci affrontate??”. Messaggi e cori che hanno da sempre caratterizzato le sfide tra Napoli e Milan, tra Sud e Nord.

Ieri sono partiti alla volta di Milano oltre 11 mila partenopei: una presenza massiccia, eccitata e rumorosa come da tradizione, galvanizzati più che mai da un inizio campionato di impressionante spessore. Una presenza importante ed irruente che ha portato anche a qualche momento di tensione fuori dallo stadio prima della partita.

I cancelli dello stadio in occasione del posticipo di ieri sono stati aperti alle 18.45, due ore prima del fischio d’inizio. La maggior parte dei napoletani, compresa la tifoseria organizzata, si è presentata a San Siro solo alle ore 20. Si sono così formate lunghe code tra gli ingressi 5 e 6 (riservati agli ospiti) a causa dei meticolosi controlli delle forze dell’ordine che perquisivano uno ad uno i tifosi in trasferta.

Un’operazione necessaria vista l’atmosfera ad alta tensione che anche in passato ha caratterizzato la partita tra i due club (il 14 aprile scorso sassaiola contro il pullman dei tifosi azzurri e necessario intervento della polizia che ha diviso le due frange di facinorosi con i gas lacrimogeni). Per paura di perdersi il fischio d’inizio gli ultras azzurri hanno tentato di sfondare i cancelli, come gesto di protesta per i controlli minuziosi dei carabinieri. Momenti di tensione anche al termine del match: poco prima di mezzanotte, la chiamata al 118 per l’accoltellamento di due tifosi in via Novara, a due passi dal Meazza; alla fine, però, le vittime, entrambe ferite superficialmente alle gambe, hanno rifiutato le cure mediche, perché andare in ospedale per ferite da taglio al termine di una partita di calcio significa andare incontro ad una denuncia ed ad una diffida assicurata.

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