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Migranti, cittadini divisi tra accoglienza e barricate

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Quel che è chiaro è che in molti farebbero volentieri a meno di aprire le porte ai migranti, siano essi persone che scappano dalla miseria dei loro Paesi per cercare un futuro migliore in Europa o anche rifugiati in fuga dalle guerre. Fatto sta che a tutte le amministrazioni locali è stato chiesto di farsi carico di una parte dell’accoglienza.

Alcune settimane fa il Prefetto di Napoli ha convocato gli amministratori locali per cercare di raggiungere un accordo sulla ripartizione dei richiedenti asilo. In penisola sorrentina sembrava che nessuno fosse disposto a predisporre spazi dove sistemare i migranti fino a quando la Curia ha deciso di destinare allo scopo parte dei locali della Cattedrale di Sorrento. Ed in questi giorni sono in corso febbrili incontri tra i rappresentanti degli enti locali e quelli della diocesi per discutere della situazione.

Ma se in costiera sorrentina sembra che ci si avvii ad assicurare un alloggio per i rifugiati, in altre realtà vicine ci sono amministratori pubblici pronti ad alzare le barricate. E’ il caso di Torre del Greco come risulta dall’articolo dell’inviato de Il Mattino, Gigi Di Fiore, che pubblichiamo di seguito:

I due manifesti, con scritte in colore rosso e nero, campeggiano ancora sulla litoranea. “300 clandestini in arrivo, Torre del Greco non li vuole” ammoniscono gli iscritti a Forza Nuova, da tre anni molto attivi in città. Sabato scorso hanno raccolto un centinaio di firme sotto il gazebo allestito in piazza Santa Croce. E si fanno interpreti della non accoglienza, con tanto di hashtag di sapore leghista e di identificazione padana. Il loro leader, il ferroviere Ciro Andretti, precisa: “Critichiamo il meccanismo di assegnazione. Non abbiamo i mezzi per accoglierli, lo sanno tutti i torresi”.

È solo una tessera del mosaico di una campagna contro i 278 immigrati che la Prefettura, nel rispetto della ripartizione nazionale, vuole sistemare nella cittadina torrese dal prossimo luglio. Il sindaco Ciro Borriello, già deputato della destra e oggi salviniano convinto, guida la crociata. E ripete da giorni: “Siamo indisponibili ad accogliere gli immigrati, non si possono ospitare tutti i fuggitivi dall’Africa”. E aggiunge: “Abbiamo già i nostri problemi, Torre del Greco è una città in ginocchio per la crisi, non possiamo rischiare un ulteriore degrado con la stagione estiva in arrivo”.

La città dei fiori, la città dei coralli, la città dei marittimi. Torre del Greco ha vissuto molti splendori in passato, i suoi artigiani del corallo sono così famosi nel mondo che la loro lavorazione è patrimonio immateriale dell’Unesco. Un’industria in crisi, che vive nella tradizione di famiglie illustri come gli Ascione, i De Simone, gli Aucella. Ricordi del passato sono anche le grandi coltivazioni di tulipani, con grandi aziende oggi ridotte a quattro. Per non parlare del crack da 800 milioni della gloriosa società armatrice Deiulemar, che ha coinvolto 13mila famiglie rimaste senza più risparmi, persi dopo il fallimento.

“Ecco, non è certamente un buon periodo per l’economia nazionale e cittadina – dice l’assessore alle Politiche sociali, Domenico Balzano -. Ogni giorno vengo preso d’assalto da gente con difficoltà quotidiane, senza lavoro, senza casa, senza possibilità di mangiare. Come possiamo, in questo momento così difficile, pensare di ospitare gli immigrati che vuole destinarci la Prefettura? Non abbiamo nessuna sede da poter utilizzare, per questo non presenteremo il piano Sprar. Dovrà pensarci la Prefettura. Anche se girano voci che ci sia qualcuno pronto a farsi carico, prendendo i 35 euro a immigrato, dell’accoglienza”.

Boatos senza conferma. C’è chi si dice sicuro che l’Hotel Holiday sulla litoranea sarebbe disponibile ad ospitare parte degli immigrati a pagamento. Almeno qualche decina dei 278 extracomunitari da alloggiare in varie sedi. Ma su questa voce non c’è conferma. E aggiunge l’assessore Balzano: “Sarebbe strano, con la stagione balneare in arrivo che dà lavoro a 14 stabilimenti sul lungomare. Noi in passato ci siamo fatti carico di sei senza tetto, sistemandoli in nostre strutture. Poi, abbiamo stanziato 10mila euro per far tornare a casa loro dei Rom che da anni vivevano in campi degradati. Abbiamo già dato, ora davvero non possiamo farci carico dei 275 immigrati. Ci pensi il santuario del Buon Consiglio che sembra stia già predisponendo dei lavori per accoglierli a pagamento”.

Il santuario, finito in mattinata nel mirino di un velenoso post di Balzano su Facebook, è dall’altra parte di Torre del Greco, nella contrada Leopardi. È un’istituzione, creata nel 1906 da don Raffaele Scauda, sepolto nella chiesa del santuario, che ne fece soprattutto un orfanotrofio che, nel secondo dopoguerra, accoglieva 200 ragazze. Poi nel 1984 la chiusura della struttura, inutilizzata e con problemi strutturali.

Don Ciro Sorrentino è qui parroco da quattro anni, originario di Torre. Spiega: “Non voglio fare polemiche con il Comune, ma non esiste alcun progetto immediato né a lunga scadenza. Sentiamo parlare di noi a distanza, senza che ci chiedano un dialogo. Noi siamo disponibili sempre verso gli ultimi, verso i nostri fratelli di colore, ma non siamo in grado di accoglierli nella ex sede dell’orfanotrofio che ha molti problemi strutturali. Ma lo spirito evangelico e di accoglienza ci appartiene e lo esercitiamo verso tutti con i nostri progetti”.

Al santuario, nei fine settimana funziona una piccola mensa che accoglie una quarantina di persone. C’è un progetto per arrivare ad ospitare fino a 110 bisognosi tutti i giorni, con investimenti di 95mila euro. Aggiunge don Ciro: “Speriamo di poter avviare anche una piccola assistenza medica per chi ha bisogno e un servizio di accoglienza per far lavare i senza tetto. Vengono qui a fare almeno una doccia e noi abbiamo le porte aperte. Nessuno può dire che non pensiamo a tutti i fratelli. Se il Comune volesse avviare un progetto di accoglienza, potrebbe aprire un dialogo con le tante associazioni, anche di volontari, sul territorio”.

Oggi, al santuario arriverà il vescovo di Nola, Beniamino De Palma, per la festa della Madonna. Una festa del quartiere, allestita anche con un mosaico di ben 18mila tulipani che raffigurano la Madonna. La polemica a distanza non sembra smorzarsi, mentre il segretario del circolo Pd torrese, Antonio Cutolo, spiega che “Torre del Greco deve fare la sua parte nella grande emergenza immigrazione, come stabiliscono le leggi”. Sulle mura di via Nazionale le scritte Casa Pound si alternano a quelle sulla Turris, la squadra di calcio che milita nel campionato di Eccellenza. E l’assessore Balzano aggiunge: “La città è contraria ad accogliere gli immigrati. Lo stupro compiuto da un nigeriano su una sua connazionale pochi giorni fa dimostra che è gente poco integrata, sbandata. A Torre ne girano tanti, senza arte né parte per tutto il giorno, ospitati nel centri di accoglienza vesuviani. Non va bene”.