Mancata acquisizione dei parcheggi, indagini sui dirigenti del Comune

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SORRENTO. Si allarga l’inchiesta sulla mancata acquisizione al patrimonio comunale dei parcheggi ritenuti illegittimi. Le indagini, infatti, coinvolgono anche due funzionari dell’ente di piazza Sant’Antonino. Nel mirino della Procura della Corte dei Conti sono così finiti Alfonso Donadio, attuale responsabile dell’Ufficio tecnico, e Francesco Saverio Cannavale, ex dirigente del servizio Antiabusivismo, cui la Guardia di Finanza ha notificato un invito a dedurre.

In sostanza sono chiamati a fornire chiarimenti sulla mancata acquisizione al patrimonio comunale di un parcheggio ritenuto irregolare nei tempi stabiliti dalla legge: una circostanza che avrebbe provocato all’ente pubblico un danno di circa 108mila euro.

L’attenzione di inquirenti e investigatori è puntata su un’autorimessa realizzata negli anni scorsi nel centro di Sorrento. La struttura sarebbe abusiva perché non conforme a quanto indicato nel permesso a costruire. In particolare, le irregolarità riguarderebbero l’area di copertura della struttura.

Per questo motivo il Comune di Sorrento avrebbe dovuto acquisire il parcheggio al proprio patrimonio, così come prevedono il Testo Unico dell’edilizia e la legge regionale numero 19 del 2001. Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza di Massa Lubrense, diretta dal tenente Nunzio Diffondo, invece, l’autorimessa sarebbe rimasta a disposizione dei proprietari. E il Comune avrebbe visto sfumare un introito di circa 108mila euro.

Da ciò deriverebbe il danno erariale che ora la Procura della Corte dei Conti contesta per metà ad Alfonso Donadio e per la restante parte a Francesco Saverio Cannavale, in quanto il parcheggio è stato autorizzato e costruito proprio nel periodo in cui i due si occupavano di edilizia e di lotta all’abusivismo.

L’inchiesta sulle autorimesse irregolari era giunta a una svolta nello scorso autunno. A metà novembre le Fiamme Gialle avevano notificato ad Alfonso Donadio un primo invito a dedurre. La Procura della Corte dei Conti aveva contestato al funzionario un danno erariale da due milioni e trentatremila euro per la mancata immissione in possesso di undici parcheggi abusivi costruiti a partire dal 2011 tra via Marziale, via degli Aranci e corso Italia.