Malinconia azzurra: Cavani prima perla francese

Cavani-Psg1

Palla al limite dell’area, dribbling secco a rientrare e conclusione di sinistro all’incrocio. Che spettacolo. Per noi è quasi un’abitudine vedergli fare certe cose, ma per chi non lo conosce deve essere davvero un bel vedere. Un attaccante atipico che fa del movimento la prima arma. Lontano anni luce dalla concezione di punta scritta nei manuali del pallone, il matador ieri si è presentato alla sua maniera al pubblico del Parco dei Principi: minuto ’86 controllo di destro, finta, palla sul sinistro e gol da cineteca. E “voila’”.

 

Inutile nascondere che a Napoli ha lasciato un pizzico di malinconia, forse perché tutti volevano che restasse un altro anno, riportasse il tricolore alle falde del Vesuvio e superasse il record di gol di Diego Maradona per entrare per sempre nei cuori e nella storia del club azzurro. E invece Eddy ha lasciato la sua Napoli per volare a Parigi e noi come napoletani non possiamo fare altro che augurargli il meglio, con un pizzico di tristezza però, perché quando lo si vede danzare sul pallone, fare a pezzi le difese e scaraventare la palla in porta con quella rabbia che esplode nei mille nervi e muscoli è inutile nascondere che un nodo in gola si avverte. Quanti ricordi in quella smorfia dopo ogni gol.

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