Legambiente: “Incendi, abusivismo e scarichi illeciti in Campania”

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Presentato il dossier Legambiente che fotografa una Campania “bruciata dalle fiamme, assetata per mancanza di acqua, deturpata da cemento selvaggio, illegale e disordinato, con ancora tanti punti critici sul fronte dell’inquinamento marino”. Il fronte che preoccupa di più è quello degli incendi. Le fiamme, tra maggio e luglio, hanno distrutto 13.037 ettari di arre boschive, quattro volte la superficie bruciata in tutto il 2016. Maggiormente colpite le aree protette: dai Parchi nazionali, Vesuvio in primis, a quelli regionali. In particolare gli incendi nel 2017 hanno coinvolto in Campania 24 Siti di Importanza Comunitaria, 6 Zone di Protezione Speciale e 13 Parchi e Aree protette.

Non da meno la situazione relativa all’abusivismo edilizio. La Campania, evidenzia il dossier di Legambiente, è in testa della classifica dell’illegalità nel ciclo del cemento costiero, con 764 infrazioni accertate dalle Capitanerie di porto e dalle altre forze dell’ordine, detiene sul suo territorio il 20,3% del totale dei reati. Primato che riguarda anche il numero delle persone denunciate, 855, e dei sequestri, 234.

Si tratta, secondo l’associazione ambientalista, di “una situazione frutto di decenni di malgoverno, dell’assenza di controlli, della mancanza di una politica di prevenzione e monitoraggio del territorio, della devastazione e cementificazione di vastissime aree: in poche parole di una politica del rattoppo che ha inseguito e insegue l’emergenza senza una pianificazione territoriale ordinaria fuori da logiche di consenso elettorale. Una politica del rattoppo che coinvolge il livello regionale e locale”.

“E spesso – segnala Legambiente – cemento va a braccetto con la criminalità”. “Se c’è una costante in Campania nei decreti di scioglimento dei Comuni per infiltrazione mafiosa – sottolinea il dossier – è quella dell’illegalità nel ciclo cemento: l’81% dei Comuni sciolti in Campania dal 1991 a oggi, vede, tra le motivazioni del decreto, un diffuso abusivismo edilizio, casi ripetuti di speculazione immobiliare, pratiche di demolizione inevase. Il record va alla provincia di Napoli, con l’83% di Comuni commissariati anche per il mattone illegale”.

«In Campania, accanto al cemento illegale, è ancora fortissima la tendenza a cementificare disordinatamente il suolo libero” ed a tale riguardo i numeri di Legambiente sono eloquenti. “In sei mesi, dal novembre 2015 al maggio 2016, la Campania ha consumato altri 457 ettari di territorio alla media di 76 ettari al mese per un totale di superfici urbanizzate al 2016 che si estendono su 146.330 ettari, e interessano quindi l’11% circa dell’intero territorio regionale” .

Dal cemento all’inquinamento marino la situazione non cambia: secondo il dossier Mare Monstrum di Legambiente, la regione Campania è prima assoluta in Italia per i reati a danno del mare con 2594 illeciti, il 16,5% del totale, ben 5,5 infrazioni per chilometro di costa. Solo nello scorso anno sono state 2912 le persone denunciate e arrestate e 839 i sequestri effettuati. “Un’estate critica quella che ha colpito la nostra regione – ha commentato Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania -. Dalla siccità agli incendi, dal cemento selvaggio alla scarsa depurazione. A due anni dall’insediamento della Giunta regionale, se non è tempo di bilanci è almeno il momento delle verifiche”.