L’arte della creta a Maiano, domani un incontro a Sant’Agnello

maiano-borgo-cretari

SANT’AGNELLO. La tradizione della lavorazione della creta nell’antico borgo di Maiano. E’ l’argomento al centro del dibattito in programma domani, sabato 19 luglio, alle ore 20:30, in Largo Recanzo, a Sant’Agnello. L’occasione è la presentazione del volume di Antonino De Angelis, presidente del Centro Studi e Ricerche Francis Marion Crawford, da titolo “Maiano, il borgo dei cretari” edito da La Conchiglia. Dopo i saluti del sindaco, Piergiorgio Sagristani, sono previsti gli interventi di Aniello Tesauro, storico della ceramica di Vietri, don Natale Pane, fino a pochi giorni fa parroco della chiesa dei Santi Prisco ed Agnello, del maestro Marcello Aversa, del parroco di Trasaella, don Fabio Savarese, del giornalista de Il Mattino, Antonino Pane e del consigliere comunale di Sant’Agnello delegato all’Artigianato, Attilio Massa.

“Il borgo di Maiano – spiega De Angelis – rappresentava uno degli antichi terzieri di Sant’Agnello che, come abbiamo raccontato nel libro, riproduce una realtà in gran parte dispersa. L’agricoltura è scomparsa e l’attività artigianale, che l’ha caratterizzato negli ultimi secoli, ne è risultata fortemente depotenziata, affidata com’è alla tenacia dei pochi eredi dalla famiglia Aversa, con una conseguente e progressiva trasformazione del tessuto edilizio”.

Quella dei maestri nella lavorazione della creta in questo storico rione della costiera sorrentina è una presenza che viene da lontano. “Si pensi – dice l’autore – che nel 1492, quando Cristoforo Colombo partito da Palos sbarcava nel Nuovo Mondo, ottanta “sola de furno”, partiti da Maiano venivano sbarcati nel porto di Napoli”.

Un’attività, quella dei cretari, che ha attraversato i secoli, fino a quando, nei primi decenni del Settecento, cominciarono a delinearsi le figure dei maestri artigiani appartenenti alle famiglie Scala, Aversa e Gargiulo, che realizzarono a Maiano le loro fornaci, le stesse che funzionano ancora oggi.