L’antitrust multa la Gori, ma il presidente annuncia ricorso al Tar

Gori

L’Antitrust ha multato la Gori per pratiche commerciali scorrette nella fatturazione dei consumi di acqua. In particolare l’authority ha accertato la mancata effettuazione delle letture periodiche dei contatori, la mancata acquisizione delle autoletture comunicate dagli utenti “con conseguente fatturazione sulla base di stime che a volte si sono rivelate errate o eccessivamente elevate” o “invio di fatture di conguaglio pluriennali di elevata entità”, il mancato rispetto della periodicità di fatturazione e una serie di procedure che facevano pesare sui consumatori gran parte dell’onere di pagamento dell’acqua non consumata a causa di perdite occulte nell’impianto idrico. Una volta emesse queste fatture, alla scadenza del termine per il pagamento i gestori hanno avviato immediatamente le procedure di morosità, minacciando il distacco dell’utenza.

I procedimenti sono stati aperti sulla base di numerose segnalazioni dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico e di consumatori e associazioni di consumatori. Tenendo conto delle condotte della dimensione dei fenomeni accertati, l’Antitrust ha sanzionato Gori per 250mila euro.

A giudizio dell’Autorità presieduta da Giovanni Pitruzzella, le condotte dell’azienda sono state non solo connotate da una mancanza di diligenza, ma anche di carattere aggressivo perché “idonee cioè a determinare nei consumatori un indebito condizionamento” ovvero “a ottenere il pagamento di importi non corrispondenti ai consumi effettuati, oppure dovuti ma con modalità e tempistiche diverse, da parte dell’impresa sanzionata che opera in regime di monopolio per la fornitura di un bene vitale ed essenziale come l’acqua e dispone di un’importante leva commerciale come la minaccia di interrompere il servizio”. Gravi inerzie si sono registrate, inoltre, nella fase di gestione dei reclami e delle richieste di prestazione presentati dai consumatori, con la formulazione di risposte evasive, non pertinenti o non risolutive rispetto all’oggetto di reclamo e spesso senza che venissero sospese cautelativamente le procedure di riscossione e distacco delle utenze. Condotte che hanno ostacolato l’esercizio dei diritti contrattuali dei consumatori, condizionandoli attraverso la minaccia del distacco della fornitura in pendenza del reclamo o dell’istanza e costringendoli così al pagamento.

“La Gori è una casa di vetro – ribatte il presidente, Amedeo Laboccetta -. Chiunque può venire a verificare ciò che quotidianamente fanno i nostri 700 lavoratori. Nessuno può sentirsi autorizzato a buttare fango su professionalità, energie ed intelligenze che negli anni hanno permesso a questa società di raggiungere standard di alta qualità. È evidente che in ogni grande realtà imprenditoriale possono esserci momenti di criticità ed anche errori di forma. Ma da noi la sostanza non è un optional”.

“Oggi la GoriI è un modello virtuoso – continua Laboccetta – che è riuscito ad affermarsi sul campo in un territorio complesso. Molto può essere ancora migliorato, ma occorre uno sforzo complessivo anche delle Istituzioni, a tutti i livelli, che non devono temere la propaganda e le strumentalizzazioni dei demagoghi che urlano tentando di intimidire. Chi, come noi in Gori, fa le cose con onestà intellettuale, forte della sua esperienza, sa bene che alla distanza sono i risultati che fanno la differenza. E che parlano da soli”.

“Avverto forte l’esigenza – conclude il presidente di Gori – di ringraziare le Organizzazioni sindacali, che stanno svolgendo un ruolo fondamentale con alto senso di responsabilità, marcando la differenza e la distanza con coloro che sbraitano e non propongono soluzioni”.

In relazione alla sanzione comminata dall’Antitrust, Gori rifiuta dunque ogni addebito di pratiche commerciali scorrette e sarà pertanto costretta a ricorrere al Tar Campania. La società precisa anche che si tratta di contestazioni relative a poco più di 250 casi verificatisi nel corso di tre anni: un numero davvero irrisorio rispetto ai 530mila utenti dell’Ato3.

Per Gori i provvedimenti dell’Antitrust, che stanno riguardando diversi gestori nazionali, non hanno fatto altro che mettere in luce l’arretratezza delle gestioni italiane del servizio idrico rispetto alla rilevazione delle letture, attività fondamentale per una corretta fatturazione. Solo un ingente investimento nel sistema della Telelettura potrebbe, infatti, risolvere il problema, così come accade già da anni nel settore elettrico. Tuttavia, Gori ha già da tempo avviato una massiccia campagna di sostituzione dei vecchi misuratori, con oltre 25.000 nuovi apparecchi installati ogni anno.