La Regione modifica il Put Penisola Sorrentina-Amalfitana, attacco del Wwf

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È recentissima la bocciatura da parte della Corte Costituzionale delle norme approvate dalla Regione Campania sull’abusivismo edilizio (che prevedevano tra l’altro la possibilità di ridare agli abusivisti gli stessi immobili costruiti illegalmente), eppure al Consiglio regionale della Campania ci riprovano. Con un sub emendamento dell’ultima ora al disegno di legge dal titolo “Misure di semplificazione in materia di governo del territorio e per la competitività e lo sviluppo regionale” si coglie l’occasione per introdurre, in spregio al Codice per i Beni Culturali (artt. 135 e 143 Dlgs 42/2004), le ennesime modifiche al Put della Penisola Sorrentina-Amalfitana.

Con sentenza n. 11/2016 la Corte Costituzionale ha ribadito che il Put ha la valenza di Piano Paesaggistico a tutti gli effetti e, quindi, la Regione non può cambiarselo da solo. Con l’art. 4 della recente proposta, si introducono tuttavia “piccoli adeguamenti” (introdotti anche dal famigerato Piano casa) che di fatto legittimano e aprono la strada ad interventi speculativi ben precisi, proposti dai soliti imprenditori del calcestruzzo armato e speculatori senza scrupoli, che giacciono da tempo sui tavoli degli uffici comunali.

“Il Put è uno strumento prezioso e va difeso senza esitazioni – sottolinea Claudio d’Esposito, presidente del Wwf Terre del Tirreno – bisogna evitare di trasformare l’intera penisola sorrentina e la costiera amalfitana, riconosciuta dall’Unesco quale Patrimonio dell’Umanità, in un enorme Autogrill o in una Gardaland di serie C. Invece, ancora una volta, col pretesto di semplificare “i vincoli urbanistici che da anni bloccano lo sviluppo del territorio”, si pongono le basi per un disastro: non è così che si impostano le iniziative di legge nel XXI secolo. È assurdo e completamente anacronistico, oggi, che una legge non sia costruita attraverso il confronto e l’ascolto. Nell’emendamento proposto con l’art. 5 si introduce un Preliminare di Piano Paesaggistico da condividere solo alla fine con la Soprintendenza, a scatola chiusa? Nessun coinvolgimento e partecipazione di soggetti ed associazioni portatrici di interessi diffusi e nessuna pubblicità, in barba alle prescrizioni (art. 144) del Codice dei Beni Culturali?

L’emendamento proposto appare l’ennesimo colpo di mano di mezza estate l’anno scorso fu tentato analogo “blitz” mentre le fiamme distruggevano l’Italia. Abbiamo individuato tutta una serie di opere (che giacciono nei cassetti da tempo) che prenderebbero il via, con mutamenti di destinazione d’uso, consumo di suolo ed incrementi per le attività turistico-ricettive. Appare chiaro che tale machiavellica modifica è stata scritta a più mani, che non sono certo solo quelle dei firmatari. L’impatto devastante di tale proposta avrebbe ripercussioni sull’intero fragile territorio”.

Il Wwf chiede a gran voce che venga bloccata l’approvazione della deprecabile iniziativa di legge ed ogni tentativo di deregulation urbanistica utile solo alla cementificazione ad oltranza del nostro territorio, riservandosi ogni ulteriore azione a tutela di un patrimonio storico-ambientale e culturale di massimo pregio.