La provocazione dei fruttivendoli sorrentini: “Da noi frutta brutta, ma buona”

Fruttivendolo-sorrento

SORRENTO. Sta facendo molto discutere l’iniziativa messa in campo da alcuni fruttivendoli della penisola, che hanno deciso di esporre nei loro negozi cartelli con la dicitura “frutta brutta, ma buona”.

 

La protesta è originata dal fatto che buona parte della frutta prodotta in penisola, per rispettare le norme vigenti in Europa, finisce al macero o in meccanismi di trasformazione. L’obiettivo è quello di far riflettere i consumatori: i prodotti del settore esposti nei grandi supermercati troppo spesso sono lucidati ad arte e di dimensioni identiche, insomma una perfezione che non appartiene a madre natura.

Stessa situazione anche per il mercato degli odori: basilico, rosmarino, prezzemolo e sapori vari che ormai vengono venduti in buste o confezioni sigillate, ma che spesso mancano della loro caratteristica principale, il profumo. Insomma i fruttivendoli sorrentini vogliono rilanciare i prodotti locali, dall’aspetto magari non perfetto, ma assolutamente buoni e genuini.

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