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La Msc Magnifica arriva in porto dopo 39 giorni, nessun contagio tra le 2.700 persone a bordo

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“Consentitemi di ringraziare tutti, uno per uno i passeggeri. Sono stati straordinari, hanno accettato ogni decisione, hanno collaborato, hanno capito che ogni decisione concordata con la compagnia era presa nel loro esclusivo interesse”. Roberto Leotta, il comandante catanese di Msc Magnifica, dal ponte di comando guarda la banchina del porto di Marsiglia. Ci sono allineati centinaia di bus, dovranno accompagnare a casa i 1.769 passeggeri e i 927 uomini di equipaggio.

Fine di un viaggio che senza le decisioni giuste al momento giusto poteva trasformarsi in una odissea. Sono tutti sani, tutti senza nessun sintomo di Covid: la decisione di evitare le discese a terra presa dal comandante, con gli uffici operativi di Msc Crociere, si è dimostrata vincente. Leotta ha praticamente isolato la nave da ogni pericolo. E per 39 giorni ha condotto Msc Magnifica verso l’Europa effettuando solo alcuni scali tecnici necessari per il carburante e il cibo. Evitando accuratamente che ci fossero contatti tra le persone durante le soste.

“Dopo lo scalo del 10 marzo a Wellington – sottolinea il comandante Leotta – visto che la situazione a terra continuava a svilupparsi, non abbiamo più consentito agli ospiti di scendere dalla nave. È stata una decisione difficile da prendere ma che si è rivelata saggia per la salute dei passeggeri e dell’equipaggio”. È stata anche offerta la possibilità prima di bloccare le discese a terra, di lasciare la nave per tornare a casa in aereo. Hanno accettato solo i canadesi perché il loro governo ha messo a disposizione un aereo per evitare contatti con l’Europa. Gli altri passeggeri, 1.769, appunto, hanno voluto proseguire con la nave, che senza contatti umani con la terraferma si è rivelata, infatti, il posto più sicuro.

E il rientro poteva essere anche più breve se non si fossero verificare alcune circostanze che hanno rivelato tutte le capacità del comandante Leotta di avere salde tra le mani le operazioni necessarie a garantire la salute di quanti erano a bordo della Msc Magnifica. Innanzitutto la lunga sosta a Perth in Australia. Per 4 giorni le autorità locali hanno tenuto la nave ferma, per paura che ci fossero persone contagiate si rifiutavano di garantire i rifornimenti di cibo e carburante. E poi il diniego di altri Paesi anche per prestare soccorso ad un passeggero colpito da ictus. Msc Magnifica è dovuta uscire dalla rotta, percorrere molte miglia in più per andare ad Haifa in Israele e sbarcare il passeggero che stava male.

E poi altri rifiuti, fino a quando non è arrivato l’ok per uno scalo tecnico a Colombo nello Sri Lanka. E poi rotta verso Suez, il Corno d’Africa la necessità di imbarcare, sempre isolati da tutti, agenti armati pronti ad evitare assalti di pirati con i passeggeri invitati a non accedere le luci nelle cabine per evitare di essere avvistati da lontano. E infine la richiesta di un porto di attracco in Europa. Msc Magnifica, partita il 5 gennaio da Genova sarebbe dovuta tornare in Italia i primi di maggio dopo 117 giorni di navigazione. “Questo significa – ha sottolineato il comandante – tra tutte le persone rimaste che a bordo, nessuna è più scesa dalla nave negli ultimi 39 giorni. Una quarantena in navigazione”.

Una decisione saggia, confermata anche dai primi passeggeri sbarcati a Marsiglia. “Sulla nave – spiega Daniela Schiazzano – siamo stati accuditi benissimo e ci siamo sentiti sempre sicuri. Paradossalmente eravamo più tranquilli noi a bordo che i nostri familiari chiusi nelle case. Feste, animazione, gastronomia di altissimo livello, di tutto di più, per allietare al meglio il lungo trasferimenti verso l’Europa. Peccato – aggiunge – che non siamo potuti arrivare in Italia e ora ci aspettano ore e ore di viaggio in pullman. Questo fatto ha provocato molto malcontento soprattutto tra gli italiani”.

La scelta di Marsiglia si è rivelata obbligata: “Ci ha guidato lo stesso senso di responsabilità – aggiunge Leotta – ci ha guidato anche nello sbarco per non esporre i passeggeri ad eventuali rischi di contagio”. Durante la prima parte del viaggio, gli ospiti hanno comunque potuto visitare 27 destinazioni: dalle Canarie a Capo Verde, da Salvador de Bahia a Rio de Janeiro in Brasile, Ushuaia in Argentina a Valparaiso in Cile, da Callao/Lima in Perù a Rarotonga (Isole Cook).

A tutti gli ospiti è stata rimborsata la quota di crociera non goduta. Il comandante Leotta, dunque, ha sempre monitorato attentamente la situazione dell’emergenza, che era in costante evoluzione, e ha adeguato protocolli e misure per salvaguardare la salute e la sicurezza sia degli ospiti che dell’equipaggio: “Vista la situazione che quest’emergenza ha creato in tutto il mondo, non vedo l’ora di poter tornare a casa dalla mia famiglia, ma resterò a bordo di Msc Magnifica fino a quando sarà necessario”.

di Antonino Pane da Il Mattino