La Msc controlla il 90% del traffico merci al porto di Napoli

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Cosco, il maggiore gruppo cinese di trasporto marittimo, dopo aver progressivamente negli ultimi due anni ridotto il traffico su Napoli, ha definitivamente lasciato il campo sottoscrivendo la cessione delle azioni e delle quote detenute rispettivamente nei terminal containers Conateco (capitale sociale 2.212.612 euro e 339 dipendenti) e Soteco (capitale sociale 1.541.500 e 25 dipendenti). A rilevare il totale controllo dei terminal è il socio napoletano di Cosco, il gruppo Msc che fa capo a Gianluigi Aponte, per il tramite della Marinvest e di una società di diritto cipriota che controlla anche il terminal di Civitavecchia.

Il gruppo Msc, come dicevamo, già controllava il 50% dei pacchetti azionari ma gestiva oltre l’80-85% del traffico. L’operazione si è svolta con la regia del gruppo ginevrino che da oggi ha il totale controllo dei due terminal napoletani che complessivamente movimentano il 90% del traffico di merci unitizzate nel porto di Napoli, lasciando la parte residuale del traffico al Terminal Flavio Gioia, una spa, ed alla Magazzini Generali Silos e Frigoriferi, un’altra spa, quest’ultima impegnata prevalentemente nella movimentazione di merci alla rinfusa.

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Gianluigi Aponte Msc

Secondo le poche notizie trapelate, la transazione che ha visto la cessione da parte del gruppo cinese Cosco si è svolta a fronte di un corrispettivo di poco inferiore ai due milioni di euro, ma con il disimpegno delle fidejussioni rilasciate a favore degli istituti di credito, dell’Autorità Portuale di Napoli e di altri creditori. Erano già molti mesi che circolava la notizia di un disinteresse del gruppo Cosco al porto di Napoli, anche enfatizzato dalle problematiche sorte nel 2015 e che avevano visto concretamente l’ipotesi, poi scongiurata, di una revoca delle concessioni da parte dell’Autorità Portuale di Napoli per molti milioni di euro di canoni demaniali non pagati e di un forte indebitamento verso Inps, Inail e fornitori.

La Msc, un gruppo solidissimo di rilevanza internazionale, secondo gruppo armatoriale al mondo in termini di volumi di traffico globale movimentato, continua a manifestare grande interesse per il porto di Napoli, ove ha già consolidati interessi nel settore dell’armamento (Snav, Gnv, Navigazione Libera del Golfo), della cantieristica navale (Nuova Meccanica Navale), del Terminal Napoli che gestisce la Stazione Marittima al molo Angioino.

I lavoratori potranno certamente tirare un sospiro di sollievo, Gianluigi Aponte ha dimostrato ancora una volta il suo attaccamento al porto di Napoli. Le condizione finanziaria dei terminal Conateco e Soteco, benché in sofferenza per una fortissima debitoria che supera complessivamente i 50 milioni di euro, è garantita da un partner di tutto rilievo che potrà anche subentrare agli investimenti prospettati oltre 8 anni fa promettendo di spendere sul costruendo Terminal di Levante oltre 130 milioni di euro. Investimenti che potrebbero essere attivati già dal giugno 2017, data in cui è prevedibile l’ultimazione della parte pubblica del terminal di levante (150 milioni di investimento) e con buona probabilità saranno completati anche degli escavi dei fondali. La tensione con i sindacati sembra anche attenuata da un recente accordo che impegna la società fino al 2018 a non effettuare ulteriori licenziamenti.