La Curia ordina di abbattere un intero bosco, la denuncia del Wwf

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MASSA LUBRENSE. Denuncia del Wwf Terre del Tirreno relativa al disboscamento che i volontari ritengono sia stato commissionato dalla Curia di Sorrento-Castellammare di Stabia. Di seguito il testo della segnalazione e le foto del dossier degli ambientalisti.

“Tagliati a raso centinaia di alberi di quercia, alcuni anche di notevoli dimensioni, nell’intera montagna fino all’alveo demaniale, in area Sic e sottoposta a vincolo idrogeologico, in una vasta proprietà della Curia arcivescovile di Sorrento-Castellammare sita nel Comune di Massa Lubrense, in località Torca, confinante a nord col rivolo denominato “Cerchito” e ad est col rivolo “Corbo”.

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E’ ancora una volta l’Istituto Diocesano Sostentamento del Clero che, fregandosene dell’invito rivolto da Papa Francesco ad avere cura del Creato, per “battere cassa” distrugge un intero bosco di querce di quasi 10.000 metri quadri tagliando a raso alberi anche di 80 anni di età.

Era già successo anni fa per numerose querce secolari eliminate a raso, sempre nel comune di Massa Lubrense, nella frazione di Termini, per volere della Curia. Anche stavolta a “gestire” il lucroso taglio, richiesto dal legale rappresentante dell’Istituto Diocesano, è stato un impiegato comunale, che sembrerebbe aver fatto dal taglio dei boschi il suo “hobby” principale.

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E’ la stessa persona che, complice sempre il suo malcapitato mulo e la potenza delle motoseghe, anni or sono, su commissione, seminò distruzione sulle sponde del rivo Iarito, ai lati del sentiero che conduce all’incantevole Baia di Crapolla. A distanza di tanto tempo trascorso la Natura in quel luogo ancora stenta a riprendersi e, al posto dei possenti e ombrosi alberi di quercia, ontano e castagno, quello che si può ammirare oggi è solo un groviglio impenetrabile di polloni, rovi e smilax che, con le alte temperature e la forte siccità del sito, rischiano di costituire una vera e propria miccia incendiaria per piromani e bracconieri a caccia di aree libere dove poter attirare e sparare le quaglie.

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Gli esemplari di Quercus pubescens eliminati, uno degli ultimi baluardi boschivi autoctoni resistiti ai numerosi incendi che per tutta l’estate hanno devastato l’intera costa, vegetavano sulla sponda del rivolo denominato Corbo, nel tratto di costa che affaccia nell’Area Marina Protetta Punta Campanella di fronte all’Isola d’Isca, in area compresa in un Sito di Interesse Comunitario e individuata nel Piano di Stralcio dell’Autorità di Bacino Campania Sud negli ambiti territoriali nei quali la franosità avvenuta o attesa è elevata (P3).

Ad avallare il disboscamento ed il lucroso business di pregiato legname è stato un semplice fax inviato alla Comunità Montana ai sensi della legge regionale n°11 del 7 maggio 1996 in barba ai vincoli paesaggistici ed idrogeologici posti sull’area.

Sul luogo è sopraggiunto il Corpo Forestale dello Stato di Castellamare di Stabia che ha chiesto la sospensione dei lavori per svolgere tutti gli accertamenti di rito”.