La città di Sorrento si stringe intorno al suo Patrono

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La festa di Sant’Antonino arriva proprio al momento giusto.

Si sente nell’aria quella voglia di aggregazione da parte di tutta la comunità, per riabbracciare quella serenità che ha sempre contraddistinto il nostro territorio: l’aspetto più bello di questa terra.

Quei lampeggianti delle volanti che di notte illuminano le strade del centro cittadino, sono una ferita per chiunque è nato da queste parti, e conosca la reale dimensione di Sorrento. Ci siamo sempre vantati di poter lasciare le chiavi vicino alla macchina, oppure di poter mandare in giro una figlia alle 4 del mattino con preoccupazioni molto limitate, ed ora?

 

Ora ci vogliono far credere che questa sia una piccola Baghdad, che ha bisogno di un controllo “speciale” per sopprimere l’escalation di violenza. Ma non è così. Passare da controlli “zero” a militarizzare un paese è eccessivo, anche se il fine è quello giusto. Per questo la festa di Sant’Antonino arriva al momento giusto. Sorrento vuole ritrovare se stessa, e per farlo si stringe in pellegrinaggio intorno al suo Patrono. Così domani la basilica sarà ancora una volta il punto di riferimento per tutta la comunità della penisola sorrentina.

Alle 9, come da tradizione, partirà la processione con la statua del Santo, portata a spalle dagli uomini di mare di Marina Piccola. Le tappe sono quelle consuete fino all’arrivo in Cattedrale dove ad attenderla ci saranno l’arcivescovo Francesco Alfano con il Capitolo. Dopo gli onori religiosi, la statua, in processione, farà ritorno alla basilica, dove l’arcivescovo celebrerà l’eucarestia.