L’opposizione insorge contro il via libera ai box interrati nello storico agrumeto del “Gesù”

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MASSA LUBRENSE. La settimana scorsa gli uffici comunali hanno rilasciato il via libera alla realizzazione di un’autorimessa nel fondo agricolo del “Gesù”.

 

Permesso a costruire che consente la realizzazione di box interrati in un’area dall’elevato pregio ambientale e storico. Per questo motivo l’opposizione in Consiglio comunale del gruppo “Patto con la città” minaccia proteste eclatanti.

“Nei prossimi giorni – spiega il consigliere Vincenzo Carratù, valuteremo le iniziative da intraprendere contro questo progetto. Già in passato abbiamo evidenziato le lacune e le contraddizioni della relazione paesaggistica presentata dall’architetto Giuseppe Ruocco e, soprattutto, le grossolane sviste sull’inquadramento storico del fondo”.

Quando è emersa l’ipotesi della realizzazione dei box nell’agrumeto si è registrata un’autentica levata di scudi contro il progetto, sia a livello locale, che nazionale.

“Sono profondamente rammaricato – precisa Carratù -, perché a nulla sono valse una richiesta di annullamento in autotutela ed un esposto del compianto coordinatore dell’Idv Giovanni Antonetti, una mia interpellanza consiliare, una nota dell’ex senatore Raffaele Lauro, una interrogazione parlamentare dell’ex senatore Nello Di Nardo e dell’ex deputato Antonio Palagiano, una nota congiunta del PD e dei Giovani Democratici della penisola sorrentina, una acquisizione di atti della procura della Repubblica di Torre Annunziata, diversi interventi del coordinatore del Wwf penisola sorrentina, Claudio d’Esposito, un mio incontro con l’ex ministro per i Beni e le attività culturali Lorenzo Ornaghi e diversi articoli sulla carta stampata e sui siti web”.

Una presa di posizione bipartisan che non ha smosso l’amministrazione.

Nel corso della seduta del Consiglio comunale durante la quale si è discusso dell’argomento l’assessore Antonio Marcia, a nome della maggioranza, ha rilevato che “forse era il caso intervenire anni fa quando a Massa Lubrense venivano edificate centinaia di abitazioni abusive senza che venisse creato niente per lo sviluppo della città. Ora, invece, ci creiamo problemi per una struttura interrata. Comunque se l’opera è legittima lo stabilirà la procura alla quale già sono state inviate le carte”.

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