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Incidenti in mare, troppe barche e scarsa conoscenza delle regole

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Mentre a Marina del Cantone ed in tutta la zona del Comune di Massa Lubrense si piange la morte di Antonino Pane detto “Ciriniello” il 71enne morto l’altra sera mentre era a bordo della sua barchetta rimasta coinvolta nella collisione con un gommone, si accendono i riflettori sulla questione della sicurezza in mare. In tanti non rispettano le regole del Codice della Navigazione e molti le ignorano completamente. Di seguito l’articolo pubblicato su Il Mattino di oggi che mette in risalto le condotte pericolose dei cosiddetti “marinai della domenica”.

Collisioni, speronamenti, affondamenti. La prima metà dell’estate 2017 sarà ricordata per le cifre record dei soccorsi in mare e per lo smisurato aumento dei natanti in movimento. Il doppio dello scorso anno? No, almeno il quadruplo dicono al porto di Massa Lubrense, a quello di Sorrento, a Piano di Sorrento. E il dramma, quello vero, è che spesso e volentieri si incrociano in mare natanti con al timone gente assolutamente inesperta, che non sa cosa sia un’accostata, che non ha idea del fatto che tocca ai motori manovrare rispetto alle vele, che non sa cosa significa vedere di notte un fanale verde a dritta o uno rosso a babordo.

Il comandante della Guardia Costiera di Castellammare, Guglielmo Cassone, anche da Roma, dove tutti gli ufficiali sono riuniti per la festa del Corpo delle Capitanerie di porto, segue minuto dopo minuto l’evolversi dell’ultima tragedia avvenuta nel tratto di mare di sua competenza. “L’inchiesta accerterà tutto quanto accaduto a Crapolla – dice Cassone – e saremo inflessibili contro chi ha sbagliato. Bisognerà eseguire accertamenti e verificare se i natanti avevano attivato segnalatori. Bisogna anche capire esattamente la dinamica, verificare le velocità e stabilire con assoluta certezza, al di là delle prime dichiarazioni, quante persone erano a bordo dei due natanti”.

Il comandante Cassone non si dà pace: una tragedia mentre è in arrivo un nuovo weekend di fuoco per la costa tra Castellammare e Positano. Sarà necessario mobilitare ancora una volta tutto il personale e i mezzi disponibili. L’ammiraglio Arturo Faraone, direttore marittimo della Campania, è stato chiarissimo: “Bisogna prevenire e, per questo, ogni divisa schierata può avere un effetto deterrente soprattutto nei confronti di chi crede che in mare si può fare quello che si vuole”.

Ed è proprio per questo che bisogna ulteriormente moltiplicare gli sforzi. “Quest’anno – dice il comandate Cassone – lungo la penisola sorrentina, ma i colleghi confermano che anche in altri compartimenti è così, le barche in movimento sono aumentate a dismisura. Il sabato e la domenica in alcuni tratti di mare incrociano centinaia di imbarcazioni in un miglio. I pericoli aumentano in maniera esponenziale e, spesso, al timone ci sono persone assolutamente impreparate a fronteggiare una qualsiasi emergenza. I soccorsi sono più del triplo rispetto allo scorso anno”.

Cassone mette nel mirino l’impreparazione ma anche la negligenza. “Spesso, come è accaduto la scorsa settimana, abbiamo dovuto soccorrere barche in difficoltà per il vento. I bollettini erano stati chiarissimi, eppure alla gita in barca hanno rinunciato in pochi”. I primi a finire nel mirino, naturalmente, sono i marinai di un giorno, quelli che noleggiano la barca o il gommone e si avventurano in mare con scarse conoscenze dei pericoli e delle regole del codice della navigazione. Ne sanno qualcosa i comandanti dei catamarani e dei monocarena veloci che svolgono i servizi di linea nel Golfo.

“Ogni giorno – spiega il comandante Antonio Russo in servizio tra Sorrento e Capri – siamo costretti ad allargare la rotta per cercare di incrociare il minor numero possibile di natanti. L’impreparazione è tanta, non ascoltano sui canali Vhf se hanno una radio e, soprattutto, non hanno la minima idea delle precedenze fissate dal codice della navigazione. Per loro il mare è come un’autostrada, mettono a manetta e non guardano nulla”.

Già, un’autostrada. Una vera è propria pista a diciotto, venti corsie. Il sabato o la domenica mattina a guardare il tratto di costa tra Sorrento e Massa Lubrense si assiste a scene assolutamente incredibili: quindici, venti imbarcazioni affiancate che avanzano a tutta andatura in direzione di Punta Campanella. La scena si ripete puntualmente al tramonto con le prue puntate in direzione opposta. “Ci sono fasce orarie – spiega il comandante Russo – veramente pericolosissime: a volte si naviga circondati da natanti con bambini a bordo, anche di minime dimensioni, che non riescono a uscire dalle scie di imbarcazioni più grandi mentre i genitori sembrano attratti solo dalla velocità”.

di Antonino Pane da Il Mattino