Incendi, il Wwf: “Stop alla caccia”

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L’estate appena trascorsa si è presentata con temperature da record ma, nonostante il rischio incendi “annunciato e temuto”, poco o nulla è stato fatto dalle amministrazioni competenti per prevenire ed evitare tali catastrofi.

Negli ultimi 10 anni in Italia sono bruciati in media 50mila ettari di bosco ogni anno. In 15 anni si calcola che sono andati in fumo 13mila e 900 chilometri quadrati di boschi, in pratica l’equivalente dell’intera superficie della Campania.

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Le cause di roghi sicuramente riconducibili all’uomo sono circa l’85%. Di queste circa il 60% riguarda incendi appiccati volontariamente, da speculatori, bracconieri o in genere per interessi personali e per protesta, mentre il 25% riguarda incendi colposi, cioè involontari. Gli incendi dovuti a cause naturali (per lo più fulmini) sono solo lo 0.7% del totale; per il restante 14/15% non si hanno riscontri oggettivi sulle cause.

L’ondata di fuoco incendiario che ha interessato in questi ultimi giorni le Province di Napoli e di Salerno, colpendo anche preziose zone naturali ed aree protette, ha assunto le dimensioni di un vero e proprio disastro ecologico. Le misure messe in atto per la prevenzione e lo spegnimento degli incendi, laddove non inesistenti, sono apparse spesso insufficienti o inidonee ad evitare di “mandare in fumo” un’enorme parte del sempre più precario patrimonio forestale.

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C’è da sottolineare come le bellezze del nostro territorio oltre ad essere un immenso patrimonio naturalistico, storico e culturale,costituiscono attrattiva primaria di quello stesso turismo su cui si basa l’economia di intere popolazioni.

“Il valore economico dei danni causati dagli incendi boschivi è altissimo, quello ambientale incalcolabile – commenta Claudio d’Esposito presidente del Wwf penisola sorrentina – per questo il nostro sodalizio intende costituirsi parte civile in quei casi dove, a seguito delle indagini del Corpo Forestale dello Stato, si è giunti all’individuazione dei responsabili che, a norma della Legge 353/2000 in materia di incendi boschivi, sono stati indagati a piede libero: è il caso dell’incendio di Nerano causato dall’accensione di un barbecue o di quello devastante di Tordigliano, causato da un autovettura in fiamme, che bruciando per due giorni di seguito ha prodotto danni ingenti al cuore dell’ecosistema del Parco Regionale dei Monti Lattari in un’area delicata per le rotte migratorie dell’avifauna europea.”

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“Il Wwf Campania – dichiara il delegato regionale Piernazario Antelmi – a fronte di una situazione di grave emergenza ambientale, creata dallo svilupparsi di un numero enorme di incendi che hanno devastato interi ettari di soprassuolo forestale nelle Province di Napoli e Salerno, chiede assieme ad un maggiore impegno della Regione Campania nell’organizzare i servizi antincendio, visto il grave danno arrecato agli habitat della fauna stanziale e migratoria, l’immediato blocco delle attività venatorie nelle zone rimaste libere dalle fiamme per consentire la sopravvivenza della fauna scampata alla devastazione del fuoco e, inoltre, chiede la sospensione alle autorizzazioni ai tagli boschivi sui territori particolarmente alterati dal fuoco, al fine di tutelare, assieme alla fauna, anche le residue difese ambientali rappresentate dalla vegetazione arborea, particolarmente importanti dal punto di vista idrogeologico.”