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Il sindaco di Sorrento: Livelli pre-covid forse solo nel 2022

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“C’è da soffrire. La ripartenza non è dietro l’angolo”. Sorrento stenta a mettersi in moto e il sindaco Giuseppe Cuomo, 59 anni, da dieci alla guida della città, non vuole creare illusioni. “Dobbiamo essere fortunati se riusciamo a rimetterci in carreggiata per il 2021. Per raggiungere i livelli pre-covid, forse, sarà necessario aspettare il 2022”.

Sindaco siamo più lenti degli altri?
“Sorrento è una località internazionale. Per cominciare a muoverci veramente devono innanzitutto riaprire tutte le rotte aeree continentali e intercontinentali. Poi sarà necessario trasmettere sicurezza, il movimento turistico, i grandi numeri del movimento turistico, cui è abituata Sorrento, si riavranno solo quando i potenziali ospiti percepiranno che con la vacanza in Italia non correranno rischi maggiori rispetto a quelli che corrono nel loro Paese. Questo significa che il viaggio deve avvenire in sicurezza, che la vacanza deve essere complessivamente percepita come sicura. Ecco perché dico che tutto questo non avverrà in tempi brevi”.

Intanto, però, c’è il mercato italiano, il bonus vacanze.
“Sì, qualcosa si potrà recuperare ma siamo lontanissimi dai nostri livelli quantitativi”.

Sorrento è bandiera blu, può attrarre i vacanzieri italiani.
“Sono tutti aiuti importantissimi ma non per scalare le nostre vette. Il mare, le spiagge, la riapertura dei parchi archeologici possono contribuire a farci sentire meno soli, ma, lo ripeto, bisogna riaprire il mercato internazionale per cominciare la risalita vera”.

Ma ci vuole una città aperta.
“Senza dubbio. Per questo ho chiesto la collaborazione degli imprenditori”.

In verità non tutti sembrano voler accogliere il suo invito a riaprire.
“La stragrande maggioranza ha offerto il massimo della collaborazione. Ho trovato resistenza solo nel punto nevralgico della città, in piazza Tasso. Ma sono stato molto chiaro con tutti: chi non riapre, perde la concessione del suolo pubblico. Piazza Tasso è il salotto di Sorrento. Bisogna aprire, rispettare le regole sul distanziamento, offrire la qualità dei servizi di sempre. Se per qualche mese si incasserà di meno bisogna farsene una ragione. I locali di piazza Tasso sono quelli che hanno tratto i benefici maggiori dai pienoni degli ultimi anni”.

Alberghi, B&b, case vacanze. Sorrento con la penisola sorrentina è la più grande azienda ricettiva del Mezzogiorno. Tantissime attività sono legate al turismo.
“È per questo che dobbiamo essere sempre all’altezza dell’immagine che la nostra città ha saputo costruire. Bisogna fare dei sacrifici, Governo e Regione stanno dimostrando nei fatti di non aver capito l’importanza del turismo”.

Ma Sorrento può farcela da sola?
“No, non può farcela da sola. Ma può dimostrare che è pronta a combattere. I nostri alberghi, i ristoranti, gli operatori turistici, il personale alberghiero: non temiamo confronti con nessuna località al mondo. La nostra ospitalità ha vinto sempre e vincerà anche questa sfida”.

Lei avrebbe già dovuto lasciare la poltrona di primo cittadino. E invece il covid ha fatto rinviare le elezioni.
“Non avrei mai immaginato di dover affrontare una situazione del genere. La crisi economica all’inizio del mio primo mandato mi sembrò già uno scoglio duro da superare. Ma immaginare un fermo totale come questo era impossibile. Già, fermo totale. Fermi anche investimenti. Sorrento aspetta gli ascensori per il porto, bisogna chiudere al traffico il centro cittadino”.

di Antonino Pane da Il Mattino