Il primo maggio mobilitazione contro la Naspi

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E’ stata scelta la data del primo maggio, Festa del Lavoro, per promuovere una nuova protesta contro la Nuova assicurazione sociale per l’impiego (Naspi). Lo comunica Rosario Fiorentino attraverso la nota che pubblichiamo di seguito:

“Il primo maggio ritorniamo in piazza per organizzare la controffensiva alla legge istitutiva della Naspi. Dopo un anno dall’entrata in vigore della norma che di fatto ha tagliato del 50% il periodo di indennità di disoccupazione. Il succo del disastro sociale messo in atto dal Governo. Tutto il resto sono solo parole di facciata che tentano volutamente di coprire una grave e plateale fregatura in danno del lavoratore stagionale che con il suo silenzio rende difficile e complicata la riscossa di contrasto ad una legge che preleva dalle tasche dei dipendenti a tempo determinato del comparto turistico e non, migliaia di euro all’anno.

Il tutto è avvenuto con la complicità dei sindacati confederali che hanno cercato inutilmente di evitare di affrontare la Naspi. Poi la lotta e la mobilitazione della categoria hanno gradualmente cambiato le cose ma non abbastanza da modificare la legge. Ecco perché si ritorna in piazza e sui luoghi di lavoro per ricominciare la raccolta di firme su un testo di proposta di legge di iniziativa popolare.

Ideata dai lavoratori stagionali di Ischia al fine di far crescere tra gli addetti al turismo la volontà di ripresa della lotta e degli scioperi per cambiare la legge. Questo primo maggio sarà di passione e di forte e diffusa preoccupazione per il futuro di migliaia e migliaia di famiglie che tirano avanti con il solo reddito prodotto nel settore turistico. Un collasso socio economico che porta tutti a rischio povertà e indigenza.

Da noi poi il Comune si defila. Dice come al solito ma poi non combina nulla di buono. Un associazione datoriale che invece di sostenere e esprimere solidarietà, fa finta e fugge facendo capire che la materia non merita interesse. Sciacalli e vampiri. Noi non ci arrendiamo. Noi rilanciamo la lotta e la protesta. Noi al tavolo della destagionalizzazione preferiamo il tavolo dei fatti concreti. Noi annunciamo che ritorneremo a Roma più arrabbiati e decisi di prima e saremo ancora più numerosi. Noi non vi daremo tregua. Noi pretendiamo che la dignità della persona umana non sia uno slogan buono per tutti e per tutte le stagioni ma sia nei e con fatti concreti”.