Il dramma della Concordia raccontato da chi era in sala macchine

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META. “Sono sereno”: così il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino ai giornalisti prima di affrontare l’udienza di stamani al Teatro Moderno di Grosseto. Ottimista anche uno dei suoi avvocati, Donato Laino: “Il processo sta dimostrando che Schettino non è un codardo e non ha abbandonato la nave”.

 

Oggi i giudici hanno ascoltato le testimonianze degli ufficiali di macchina, gli uomini che nei ponti inferiori della nave videro lo squarcio e l’imponente allagamento della nave che causò l’affondamento. Primo teste esaminato dai pm è stato il terzo ufficiale di macchina Hugo Di Piazza, che ha dichiarato: “Ispezionavo il ponte inferiore, zona cambusa, sentii un forte boato. E subito arrivò un’ondata. In breve ebbi il mare alle ginocchia. Tornai indietro, verso poppa, salii ai ponti superiori da una scala a pioli, mi salvai. Andai in centrale macchine, c’era tanta paura”.

Questa le parole del terzo ufficiale di macchina della Concordia, Hugo Di Piazza che conclude:”Quella sera era la mia prima volta di guardia”, ricorda.

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