Il Consiglio di Stato blocca la costruzione di parcheggi pertinenziali in penisola sorrentina: “Non si può derogare al Put”

Boxlandia

SORRENTO. È un’autentica doccia fredda per coloro che sono intenzionati a realizzare parcheggi pertinenziali in deroga al Piano urbanistico territoriale della penisola sorrentina.

 

L’interpretazione della legge regionale numero 19 del 2001 da parte del Tar Campania – come avvenuto nel caso di un parcheggio da realizzare a Meta – che consentirebbe la costruzione di box anche in zone tutelate dal Put dell’area sorrentino-amalfitana, non ha alcun tipo di fondamento.
Lo ha stabilito giorni fa il Consiglio di Stato che, in una sentenza emessa sul contenzioso nato sul progetto di un’autorimessa da costruire a Vico Equense, ha respinto il ricorso dei proprietari dell’area in cui sarebbe dovuta sorgere l’opera che s’erano appellati ai magistrati amministrativi dopo il no della Soprintendenza.

Esultano i vertici del comitato civico “No a Boxlandia” costituitosi alcuni mesi fa e che, lo scorso giugno – in una conferenza stampa a cui presero parte consiglieri comunali, ambientalisti e anche liberi professionisti – dissero chiaro e tondo che l’interpretazione fornita dal Tar Campania circa la prevalenza della normativa regionale sul Put era addirittura incostituzionale.

“Avevamo ragione noi – scrive sul proprio blog il consigliere comunale del Pd di Sorrento, Alessandro Schisano -. Il dispositivo del Consiglio di Stato è eloquente: «Per la pacifica giurisprudenza, anche costituzionale, la disciplina unitaria di tutela del bene ambiente, rimessa in via esclusiva allo Stato, viene a prevalere su quella dettata dalle Regioni e dalle Province autonome, in materia di competenza propria, che riguardano l’utilizzazione dell’ambiente e, quindi, altri interessi. Le disposizioni del Codice del paesaggio ha previsto l’indubbia prevalenza del Piano paesaggistico sugli altri strumenti di regolazione del territorio, avendo il medesimo Piano la funzione conservativa degli ambiti reputati meritevoli di tutela, che non può essere subordinata a scelte di tipo urbanistico, per loro natura orientate allo sviluppo edilizio e infrastrutturale”.

Ma c’è anche altro: “Le previsioni del medesimo Piano paesaggistico non risultano in alcun modo incise dalle leggi della Regione Campania 5 gennaio 2011, numero 1 e 27 gennaio 2012, numero 1, le quali hanno riguardato la materia urbanistica nei suoi rapporti con la connessa materia edilizia”. In altre parole ciò significa che non possono essere autorizzate opere in contrasto con il Put dell’area sorrentina-amalfitana.

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