Il Comune punta a fare cassa grazie ai matrimoni civili

matrimonioalchiostrodisanFrancesc

SORRENTO. Duecentomila euro dal business dei matrimoni civili. È quanto conta di incassare nel 2013 l’amministrazione comunale dal comparto del “wedding in Sorrento”.

Cifra record che potrà essere raggiunta grazie alle nuove tariffe per pronunciare il fatidico “si” nelle due location a disposizione degli sposi: il chiostro di San Francesco o la Sala degli specchi del museo Correale.

In base al piano tariffario in vigore dal 2007 fino a poche settimane fa, si pagavano 350 euro per i matrimoni celebrati negli orari d’ufficio del Comune, ossia nelle mattinate di lunedì, mercoledì e venerdì e per l’intera giornata di martedì e giovedì. Cifra che lievitava fino a 600 euro per i riti organizzati al di fuori di tali fasce orarie, oppure nella giornata del sabato.

Da quest’anno, invece, è stato stabilito – con provvedimento voluto lo scorso anno dall’ex assessore al Turismo, Gaetano Milano – un incremento del prezzario. Si va, così, dai 450 euro per i matrimoni officiati negli orari d’ufficio del Comune, ai 700 euro per quelli al di fuori di tali fasce orarie, fino ad arrivare agli 800 euro per quelli celebrati il sabato.

Per comprendere quanto l’amministrazione punti sul business dei matrimoni civili basti considerare che è stato deciso un aumento degli orari dello sportello dedicato alle prenotazioni, che ora sarà aperto per 20 ore settimanali.

Per la cura dei siti destinati a celebrare i riti, inoltre, sono stati stanziati 19mila euro, con incarico conferito ad una ditta esterna.

Se il trend registrato l’anno scorso – quando è stata superata la soglia dei 500 riti, con un più 6 per cento rispetto all’anno precedente – sarà confermato, nelle casse dell’Ente di piazza Sant’Antonino potrebbe entrare una cifra ben superiore rispetto ai 200mila euro previsti.

Un boom che si spiega anche con le limitazioni imposte dall’ex arcivescovo, Felice Cece – e per ora confermate dal successore, Francesco Alfano – che limitano i matrimoni cattolici nelle chiese solo alle coppie residenti o domiciliate nella diocesi.