Il Comune di Sorrento a caccia dei fondi europei per il rilancio della Regina Giovanna

SORRENTO. Si punta al rilancio del sito dei Bagni della Regina Giovanna grazie ai fondi da reperire attraverso un finanziamento europeo.

Il Comune si è attivato per partecipare al bando per l’assegnazione dei capitali stanziati con il Por Campania Fesr 2007-2013. I progetti che saranno ammessi otterranno cifre che oscillano tra i 500mila ed i due milioni e mezzo di euro.

Il tutto nasce da una proposta del vice sindaco con delega al Marketing territoriale, Giuseppe Stinga, alla Giunta municipale che ha approvato la delibera che prevede la stipula di un accordo di partenariato con i poli aggregatori di Villa Jovis e Villa di Damecuta dell’isola di Capri e quello degli scavi di Castellammare di Stabia. Il progetto, quindi, sarà realizzato dal Comune e dalla Fondazione Sorrento in collaborazione con la Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Campania e con la Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei.

“L’idea – sottolinea il vice sindaco Stinga – è quella di rendere fruibile l’intera tenuta, nel rispetto delle capacità di carico del luogo e di tutti gli indici di sostenibilità ambientale, oltre che a valorizzare il paesaggio così come storicamente si è modellato e come è stato veicolato nell’immaginario turistico, esaltando gli impianti di coltivazioni tipiche, attualmente già allineate ai disciplinari di produzione di Olio dop Penisola Sorrentina e di Limone di Sorrento igp”.

I Bagni della Regina Giovanna, sono dislocati su di una superficie di circa 50mila metri quadrati. Area acquistata nel 2003 dal Comune di Sorrento dalle mani dei padri Gesuiti per 3milioni e 100mila euro.

Dopo l’acquisizione al patrimonio pubblico, però, il sito versa in stato di totale degrado. Solo il fondo agricolo, con coltivazioni tipiche della penisola sorrentina – agrumi ed olivi – nel corso degli anni è stato curato grazie alla concessione rilasciata ad una cooperativa.

I reperti archeologici, invece, sono abbandonati alla mercé di vandali ed esposti alle intemperie. Ciò nonostante il loro incommensurabile valore storico, trattandosi dei resti di una villa di epoca imperiale romana edificata nel primo secolo dopo Cristo. Un patrimonio storico-culturale dalle enormi potenzialità di attrazione turistica che avrebbe bisogno di essere salvaguardato.

Così come necessitano di interventi strutturali gli immobili adibiti a case coloniche che sorgono nella proprietà. Solo pochi giorni fa, infatti, l’8 marzo scorso, parte dell’abitazione è crollata a causa delle infiltrazioni di pioggia.

Ora, comunque, si tenta di rilanciare l’area rendendola un attrattore per i viaggiatori, sia per la bellezza del paesaggio, che per l’elevato valore storico-culturale.

“Un intervento coordinato – precisa il vice sindaco Stinga – consentirà la definizione di un nuovo prodotto turistico, che rimandi alla pratica della villeggiatura in zona marina ed in un ambiente rurale dell’età classica e che arricchisce l’offerta culturale e ambientale del comprensorio che va dalla penisola sorrentina, all’area stabiese e fino all’isola di Capri”.