Il Comune di Piano di Sorrento ordina lo stop all’attività in parte di un hotel

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PIANO DI SORRENTO. Il Comune impone di sospendere l’attività alberghiera in 21 camere e nel centro benessere dell’hotel La Ripetta. Motivo? I locali, in base a quanto ricostruito dagli uffici di piazza Cota, non sarebbero conformi alla normativa edilizia, urbanistica e di pubblica sicurezza in quanto i titolari dell’attività ricettiva li avrebbero realizzati attraverso lavori abusivi. Le irregolarità sarebbero emerse dopo un sopralluogo effettuato dai tecnici del Comune di Piano di Sorrento.

Verifiche che avrebbero evidenziato al piano terra la trasformazione di una parte della sala ristorante in tre camere per un totale di 60 metri quadrati in mancanza del permesso di costruire. Al primo piano interrato, invece, in una parte già oggetto di una pratica di condono, risulterebbe la realizzazione del centro benessere di 86 metri quadri. Sullo stesso piano ricavate altre 7 stanze non autorizzate. Infine, al secondo piano interrato, una porzione di immobile – già oggetto di contestazione per alcune opere difformi rispetto all’istanza di condono – sarebbe stata oggetto di lavori di installazione di una piscinetta prefabbricata. In tale area risultano ulteriori 11 stanze prive di autorizzazione all’esercizio.

Gli uffici comunali, pertanto, hanno rilevato come “le opere abusive contestate siano attualmente di fatto utilizzate nell’esercizio dell’attività ricettiva alberghiera in violazione della vigente normativa di settore (Testo unico leggi di pubblica sicurezza, Testo unico leggi sanitarie e Regolamento per le migliorie igieniche degli alberghi)”. L’ordinanza, quindi, stabilisce che “la mancanza della conformità urbanistico-edilizia ed igienico-sanitaria dell’immobile o porzioni di esso costituisce motivo ostativo all’esercizio di qualsivoglia attività commerciale o di esercizio pubblico, in virtù della normativa di settore e del consolidato orientamento giurisprudenziale in materia”.

Allo stesso tempo, però, si evidenzia come “le opere abusive contestate siano soltanto parzialmente incidenti sulla legittimità complessiva dell’immobile, per cui si ritiene eccessiva una cessazione totale dell’attività ricettiva”. Per questo è stato disposto lo stop solo negli ambienti ritenuti non conformi alla legge, cioè in 21 camere e nel centro benessere. I gestori, per il momento, potranno utilizzare solo le 22 stanze con 44 posti letto per le quali ottennero l’autorizzazione nel 1989.