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Ieri sera a Sorrento il flash mob contro la violenza di genere – foto e video –

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SORRENTO. Decine di persone hanno indossato qualcosa di rosso e si sono radunate lungo il corso Italia per un flash mob contro la violenza di genere. L’iniziativa è stata organizzata in seguito agli arresti avvenuti lo scorso 14 maggio di cinque ex dipendenti dell’hotel Alimuri di Meta accusati dello stupro di gruppo nel 2016 di una turista inglese 50enne ospite della stessa struttura ricettiva dove lavoravano.

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In base alle ricostruzioni degli inquirenti la vittima sarebbe stata drogata e poi abusata. Per questo sono finiti in carcere Fabio De Virgilio, Antonino Miniero, Gennaro Davide Gargiulo, Raffaele Regio e Francesco Ciro D’Antonio che ora sono attesa della decisione del Tribunale del Riesame al quale si sono rivolti attraverso i loro legali per chiedere di essere rimessi in libertà.

Una vicenda che sta facendo il proprio corso giudiziario, ma che ha già visto la penisola sorrentina finire sotto i riflettori delle cronache nazionali ed estere, tanto della carta stampata quanto dei siti di informazione e delle principali emittenti televisive. Ciò ha portato ad una vera e propria mobilitazione civile dei residenti della costiera che si è concretizzata nell’appello lanciato da Cristina Gargiulo ai membri del gruppo Facebook “Penisola Sorrentina Sicura” per un flash mob solidale verso tutte le donne vittime di violenza. Il post in poco tempo è diventato virale, ed il tam tam via social ha portato tante persone in strada per manifestare il sostegno all’iniziativa.

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“Sono felice di questa risposta – commenta Cristina Gargiulo –. Tengo, però, a sottolineare che la manifestazione prende spunto dal fatto di cronaca, ma, nel rispetto delle indagini ancora in corso e delle famiglie indirettamente coinvolte nella vicenda, non ha lo scopo di condannare nessuno, se non la violenza di genere. Il resto lo affidiamo alla giustizia”.

Nino Lauro, fondatore del gruppo “Penisola Sorrentina Sicura” e primo sostenitore della manifestazione aggiunge: “Credo che questa iniziativa sia doverosa. I fatti accaduti, se confermati nella loro totalità, hanno dell’atroce. Non vorremmo mai sentire storie di questo tipo, né sul nostro territorio, né altrove. Per questo, pieno appoggio alla causa e totale solidarietà nei confronti della turista abusata e verso tutte le donne vittime di violenza”. Dal palco del corso Italia è arrivata la proposta di aprire uno sportello in costiera sorrentina per raccogliere le denunce delle donne vittime di abusi e violenze.

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L’avvocato Giorgia De Gennaro, invece, insieme alla collega Elena Coccia, sta raccogliendo le adesioni di associazioni e cittadini che vogliano costituirsi parte civile nel caso i 5 presunti stupratori vengano rinviati a giudizio. “Attraverso l’Unione Italiana Donne abbiamo già raccolto oltre 300 richieste – spiega il legale -. Il nostro scopo principale è dare voce alla vittima che da qualche parte già si sta tentando di colpevolizzare”.

Tra i tanti che si sono dati appuntamento nei pressi della Cattedrale di Sorrento, oltre a diversi turisti, c’erano anche i sindaci di Sorrento, Vico Equense e Piano di Sorrento, Giuseppe Cuomo, Andrea Buonocore e Vincenzo Iaccarino ed il vicesindaco di Massa Lubrense Giovanna Staiano, oltre ad assessori e consiglieri comunali di tutte le amministrazioni del comprensorio.