Ieranto, sequestrato cantiere dove erano in corso lavori abusivi per la realizzazione di una strada e di un piazzale

Baia di Ieranto

La segnalazione in merito alle opere che si stavano eseguendo in una zona dall’elevato rischio idrogeologico è partita dal Wwf penisola sorrentina che aveva inviato una nota alla procura di Torre Annunziata, al sindaco di Massa Lubrense, Leone Gargiulo ed alle forze dell’ordine.

Il tutto era partito da una chiamato alla segreteria Sos Ambiente dello stesso sodalizio ambientalista. I volontari, considerato il pregio naturalistico dell’area, sottoposta a vincolo paesistico, avvertirono anche telefonicamente il comando della polizia municipale di Massa Lubrense per poi inviare un fax con un esposto scritto.

Ma non ci fu l’immediata risposta che ci si attendeva. «Il pomeriggio seguente alla nostra segnalazione – fanno sapere dal Wwf – notando il proseguire delle opere senza che fosse affissa alcuna tabella, contattammo nuovamente la polizia municipale e quando riuscimmo finalmente a parlare con l’agente incaricato dell’antiabusivismo apprendemmo che si sarebbe dovuto attendere il lunedì per poter effettuare un sopralluogo congiunto con l’ufficio tecnico. Dall’ultimo sopralluogo dei nostri volontari abbiamo constatato la cementificazione del tracciato e del vasto piazzale e la tabella affissa con l’avviso “Immobile Abusivo Sottoposto a Sequestro di Polizia Giudiziaria”». Ormai, però, era troppo tardi.

Il danno era fatto. Sia la strada che conduce verso un’abitazione, che il piazzale per la sosta delle auto, erano state completate. «Dobbiamo tristemente constatare – commenta Claudio d’Esposito, presidente del Wwf penisola sorrentina – da un lato una recrudescenza del fenomeno dell’attività dell’abusivismo edilizio nelle frazioni di Massa Lubrense, dall’altro l’insufficiente, laddove non inesistente, controllo preventivo. La cementificazione di una strada carrabile realizzata all’inizio del percorso che conduce alla Baia di Ieranto, uno dei posti più magici ed incantevoli della nostra penisola, è un caso emblematico e solo l’ultimo di tanti. I volontari del Wwf durante l’esecuzione delle opere effettuarono ben tre sopralluoghi prima che arrivasse il sequestro degli agenti della polizia municipale, quando ormai il cemento era stato colato e le betoniere e le ruspe erano, come spesso accade, sparite.

Non è affatto facile riuscire ad ottenere un intervento immediato. Accade – aggiunge d’Esposito – che spesso gli uffici dei vigili siano sguarniti, l’orario di lavoro è terminato, non ci sono agenti preposti all’antiabusivismo o sono impegnati altrove. Chi lavora nell’illegalità conosce bene tali meccanismi e spesso approfitta di giorni ed orari in cui è difficile anche solo fare una segnalazione telefonica. A volte basta un ponte festivo o una processione di troppo a dare il via libera ai blitz illegali. Gli abusivisti di professione sanno bene che una volta fatto l’abuso raramente si torna indietro. Un piazzale abusivamente realizzato, ad esempio, si potrà sempre fittare in estate a qualche turista per parcheggiarvi poi l’auto, mentre le stanze abusive trovano facile mercato nella giungla di B&B e case vacanze. Il Wwf – chiosa d’Esposito -lancia un appello a politici ed amministratori affinché si promuova con urgenza ogni azione atta ad ottenere un sollecito ripristino dello stato dei luoghi per dare un forte segnale di legalità».

A conferma di ciò la nuova segnalazione degli ambientalisti che affermano di aver scoperto «nello stesso sito, appena 50 metri più avanti, un ennesimo cantiere che agisce indisturbato ormai da settimane, con scavi e cementificazioni per realizzare nuove volumetrie, molto probabilmente, abusive. Il tutto è stato dettagliatamente segnalato al comando della polizia municipale di Massa Lubrense, ma non si conosce al momento l’esito del nostro esposto. E molto probabilmente non si tratta nemmeno dell’unico cantiere edile attualmente in opera nell’area».