I Comuni della penisola fanno rete per il turismo

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Costituire un efficiente sistema territoriale della penisola sorrentina, che guarda anche alle aree vicine, gestito da una governance di enti locali, associazioni di categoria e soggetti privati, con l’obiettivo di trasformare quest’area in un esempio internazionale di qualità e di specificità di servizi rivolti, in particolare, al turismo.

E’ l’urgenza individuata nella tavola rotonda “Alimentare il turismo”, che si è svolta ieri sera nel padiglione Cascina Triulza presso Expo Milano 2015, promossa dalle amministrazioni di Sorrento, Vico Equense, Meta, Piano di Sorrento, Sant’Agnello e Massa Lubrense nell’ambito del progetto ANCIperEXPO, realizzato dall’Associazione dei Comuni Italiani.

Un evento giunto a conclusione di una settimana di cultura, eventi, spettacoli di musica e danze, degustazioni di prodotti tipici, che ha acceso i riflettori dell’esposizione universale sulla Terra delle Sirene.

L’incontro, coordinato da Annunziata Berrino, dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha visto la partecipazione di Pier Attilio Superti e Marco Marturano, rispettivamente segretario generale e responsabile comunicazione di ANCIperEXPO, Luciano Mornacchi del Touring Club Italiano, Alberto Grandi del Food-Lab dell’Università degli Studi di Parma e Vincenzo Borrelli dell’Istituto Certiquality. In apertura, i saluti dei sindaci di Sorrento, Giuseppe Cuomo, Vico Equense, Benedetto Migliaccio, del vice sindaco di Massa Lubrense, Giovanna Staiano, del presidente del Consiglio comunale di Piano di Sorrento, Luigi Maresca e del consigliere Biancamaria Balzano di Meta.

Un obiettivo dichiarato, quello di fare rete, che ha raccolto il consenso dei rappresentanti dell’Anci, che hanno sottolineato come la strada intrapresa dalla penisola sorrentina sia un esempio di buone pratiche e di assunzione di responsabilità in quanto area forte, di traino anche per le località vicine.

“Per raggiungere dei risultati – ha dichiarato il sindaco Cuomo – la creazione di reti virtuose tra pubblica amministrazione, partner economici e tutti i soggetti coinvolti, è l’unica soluzione per assicurare un miglioramento delle performance del territorio e per capitalizzarne il valore. E’ questa la strada che vogliamo percorrere, tutti insieme, tutti uniti, per alimentare un nuovo, rinnovato entusiasmo, nel futuro della penisola sorrentina”.

“Siamo testimoni e custodi di territori straordinari – ha evidenziato il sindaco Migliaccio – dove la connotazione del paesaggio è data dalla coltivazione di un suolo ben mantenuto e che offre buoni prodotti che sanno incantare i visitatori. E’ questa la nostra forza”.

Il connubio tra cultura, ambiente e tradizioni, come eccellenze in grado di attirare turismo, è stato invece al centro dell’intervento del presidente Maresca.

“Per Massa Lubrense – ha dichiarato il vice sindaco Staiano – l’Expo non rappresenta un punto di arrivo, bensì un inizio per cominciare a condividere con gli altri Comuni un strategia comune dell’accoglienza al turista ed offrire agli ospiti una consapevolezza del valore culturale delle produzioni della nostra terra”.

Per il consigliere Balzano, la partecipazione all’evento è la prova dell’impegno dell’amministrazione, nell’ottica di “una partecipazione condivisa e consapevole per la tutela e la salvaguardia delle eccellenze autoctone, al fine di incrementarne la conoscenza in un percorso integrato”.

In un messaggio inviato alla tavola rotonda, il sindaco di Sant’Agnello, Piergiorgio Sagristani, ha evidenziato come per la penisola sorrentina essere presente a Expo 2015 sia stata una grande opportunità per riflettere sulla sua storia eccezionale, sui processo di sviluppo da avviare e sulla programmazione del proprio futuro.

“Il turismo enogastronomico è una nicchia composta per il 57 per cento da stranieri, con buona capacità di spesa e con livello culturale elevato – ha detto Luciano Mornacchi, del Touring Club Italiano -. Sono turisti molto attenti a cogliere e valorizzare, anche attraverso strumenti dedicati, editoriali e non, quanto offre di meglio un territorio.
Occorre quindi fare di più, rendere minoritarie le offerte massificanti e orientare maggiormente la proposta a favore di una scelta che si rivolga consapevolmente ai prodotti a chilometro zero”.

E la penisola sorrentina, è emerso dagli interventi, risponde pienamente ai requisiti richiesti da questa nicchia.
“Questi territori – ha ammonito Grandi – possono rappresentare quello che i distretti industriali sono stati dal dopoguerra a poco tempo fa. I prodotti tipici vivono di una domanda esterna, non locale, e devono essere loro stessi uno stimolo. Il ruolo degli enti locali è quindi fondamentale per la promozione di un’immagine, di una storia che deve alimentare questo tipo di domanda”.

La certificazione di qualità è stata al centro dell’intervento di Borrelli, che ha ricordato il Codice Morale del territorio, adottato dai sei Comuni della penisola sorrentina, come virtuoso esempio di collaborazione che impegna gli agricoltori a perseguire produzioni di qualità, e cittadini e imprese turistiche ad acquistare queste materie prime a chilometro zero.

“I nostri sforzi sono sempre più orientati a mantenere alti gli standard sia in cucina che in sala, per riservare agli ospiti quell’accoglienza che da sempre caratterizza la nostra offerta – scrive lo chef stellato Gennaro Esposito, in un contributo inviato in occasione dell’evento -. La competitività sempre più agguerrita di altre destinazioni europee impone oggi un riflessione da un lato sulla necessità di una formazione continua del personale, dall’altro sull’opportunità di fare sistema tra i vari attori che costituiscono la filiera dell’agroalimentare: dai produttori ai commercianti, dalle imprese turistiche a quelle della ristorazione”.

“Sorrento e la sua penisola oggi sono chiamate a dare una testimonianza al mondo della qualità e della specificità dei loro servizi – ha dichiarato in conclusione della tavola rotonda la coordinatrice Berrino -. Il tema di Expo Milano 2015 ricorda l’urgenza di maturare una nuova consapevolezza, che parta dall’alimentazione per coinvolgere ogni forma di attività, affinché non si operi solo in un’ottica di consumo e di reddito, bensì di reale arricchimento di tutte le energie necessarie alla vita del pianeta, affinché tutti possano accedere a una giusta alimentazione. È una sfida globale che può essere vinta anche e soprattutto a partire dalla scala locale, dalla responsabilità e dalla consapevolezza del proprio agire”.