Giudice di pace, vicino l’addio: gli avvocati della penisola sul piede di guerra

giudice di pace Sorrento

SORRENTO. Sempre più vicino l’addio al Giudice di pace in penisola sorrentina: con tutta probabilità l’ufficio traslocherà a Torre Annunziata. E’ praticamente ufficiale la rottura tra i sindaci della Terra delle Sirene sul patto salvezza che prevedeva una ripartizione delle spese tra i comuni – circa 170mila euro annui di cui l’80% destinato al personale – per blindare il presidio di Sorrento.
“Un danno alla città e sopratutto ai cittadini, che ora anche per presentare ricorso contro una multa o una bolletta dovranno recarsi a Torre Annunziata. Un vero disastro. In un luogo come la penisola, così male collegato, era fondamentale trattenere il Giudice di pace. Specialmente se si considera quanto spendiamo per eventi, mostre e sagre in penisola”. Si può riassume così il pensiero della maggioranza degli avvocati della penisola sorrentina. Intanto i legali hanno annunciato per il prossimo 30 dicembre una assemblea pubblica, per fare il punto della situazione.

Ieri bisognava comunicare alla Corte d’Appello di Napoli – individuata dal ministero di Grazia e Giustizia come l’organismo che avrebbe dovuto recepire l’istanza da notificare al governo – la forma consorziata tra enti e lo schema di convenzione che di fatto avrebbero scongiurato il rischio di un trasloco dell’ufficio al Tribunale di Torre Annunziata. E invece, al summit chiave c’è stata la fumata nera.
Assenti i Comuni di Vico Equense e Piano di Sorrento. Mentre l’amministrazione di Sant’Agnello era disposta a dare l’ok al programma a patto però che ci fosse prima una intesa collegiale di fatto sfumata in extremis. Eppure il Comune di Sorrento era intenzionato a farsi carico del 50% della quota parte che spettava a Vico Equense. La seconda metà dei costi, invece, doveva essere garantita dalle altre amministrazioni.

Gli enti della penisola sperano in una proroga dei termini pur di evitare la soppressione del Giudice di pace: oggi forse il ministero potrebbe concedere – attraverso una circolare – sei mesi di tempo per chiudere l’accordo definitivo. Manco a dirlo è polemica. Anche perché il Comune di Piano di Sorrento non ha mai approvato in consiglio la bozza dello schema di convenzione.