Frane e smottamenti: il sindaco Cuomo ordina la messa in sicurezza delle strade

ViaCapodimonte

SORRENTO. Il rischio di dissesti idrogeologici continua ad incombere sulla penisola sorrentina.

 

Ad ogni acquazzone si registrano frane e smottamenti che, solo per fortuna, non hanno finora provocato vittime o feriti. Alcune strade della costiera si trasformano in veri e propri corsi d’acqua, mentre altre zone sono soggette ad allagamenti, soprattutto a causa della mancata pulizia delle caditoie per la raccolta delle piogge e per l’ostruzione degli alvei dei rivoli. L’arrivo dell’autunno, che ha portato con se anche forti nubifragi, ha già creato non pochi problemi.

In seguito alle ultime piogge si sono verificati diversi cedimenti di mura di contenimento, con conseguenti sversamenti di terreno, fango e pietre lungo le arterie sottostanti. Per questo motivo, negli ultimi giorni, il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo, ha emesso tre ordinanze per la messa in sicurezza delle murature crollate o pericolanti.

La prima si riferisce a via Capodimonte. In questo caso, come evidenziato dai vigili del fuoco e dai funzionari comunali del servizio Rischio idrogeologico, “si osserva l’avvenuto distacco parziale di materiale sciolto per cui occorrerà effettuare la verifica della stabilità dell’area, e, al di sotto della seconda rampa, versante su via Capo, la presenza di un ceppo di olivo sospeso, con apparato radicale a vista, affiancato da un breve tratto di muratura di costruzione remota anch’esso distaccato dalla propria base e quindi in possibile pericolo di crollo”. Il provvedimento, quindi, intima ai titolari degli hotel Capodimonte e Bristol, rispettivamente Antonino Manniello e Giancarlo Acampora, proprietari dei fondi che affacciano su via Capodimonte, di eseguire le necessarie opere.

Un secondo dispositivo riguarda via Campagnano. In questo caso si è verificato il crollo di un muro in tufo della lunghezza di 15 metri ed alto 4. Il proprietario del terreno, Osvaldo Galano, è tenuto, come stabilisce l’ordinanza, “a provvedere alla ricostruzione della muratura in questione nel rispetto dell’originaria tipologia costruttiva ed altezza, e con obbligo di utilizzare conci di pietra per tipo e dimensioni similari a quelli preesistenti”.

Sul costone che sovrasta il rivolo Cesarano, infine, è stata rilevata “una situazione di generale dissesto idrogeologico rappresentato da fenomeni di frana con scorrimento veloce di materiale sciolto, incoerente e parzialmente di riporto, probabilmente dovuto all’assenza di regimentazione delle acque superficiali a monte ed alla parziale modifica del profilo del versante che allo stato attuale determina una situazione di pericolo per la privata incolumità per le aree soprastanti e per la proprietà pubblica rappresentata dal sottostante alveo scoperto del rivolo Cesarano”. In questo caso a dover intervenire per la messa in sicurezza della zona e per la canalizzazione delle acque nel proprio fondo è Antonino Gargiulo, proprietario del terreno soprastante il rivolo.

RIPRODUZIONE RISERVATA