Un fondo di 4milioni di euro per la tutela degli agrumeti

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SORRENTO. Un fondo di salvaguardia da ben 4milioni di euro da distribuire in tre anni. A tanto ammontano le risorse iniziali del piano per la tutela degli agrumeti caratteristici d’Italia. Al momento c’è il via libera della Camera dei Deputati ed ora si attende il nulla osta definitivo da parte del Senato.

La penisola sorrentina, la costiera amalfitana, le isole del golfo di Napoli, così come altri territori costieri del Belpaese potranno puntare sulla valorizzazione di una risorsa che, oltre che agricola, è anche culturale e turistica. Il potere evocativo dei limoni di Sorrento o di Amalfi, mix inimitabile di profumo e sapore grazie al contesto ed al clima, la suggestiva fotografia dei terrazzamenti che rendono possibile la coltivazione degli agrumi sostenuti da pertiche di legno sono stati considerati una risorsa da valorizzare e da sostenere. Ciò non solo allo scopo di evitare di disperdere una tradizione agricola tipicamente italiana e soprattutto meridionale, ma anche per offrire un contributo al grave problema del dissesto idrogeologico che, a cominciare da Amalfi, ha provocato disastri e tragedie.

Il dilavamento del terreno causa di frane e smottamenti trova proprio nelle radici degli alberi un freno naturale ed efficace. Lo afferma anche il relatore del provvedimento licenziato ieri dalla Camera, il deputato di Forza Italia Paolo Russo: “La legge rappresenta un sistema efficace per mitigare il rischio di dissesto idrogeologico in aree fortemente esposte tra le quali quelle della Campania e della Puglia. In più si spiana la strada al recupero di tradizioni agricole in grado di creare reddito d’impresa ed incrementare iniziative turistiche”.

Imposti particolari paletti per poter accedere ai contributi. “Secondo quanto previsto dalla legge –precisa a riguardo il deputato Russo -, per poter beneficiare dei contributi dovranno essere rispettate tecniche sostenibili legate all’agricoltura integrata, tradizionale e biologica. Per gli interventi dovranno essere utilizzati materiali adeguati al mantenimento delle caratteristiche tradizionali e tipiche delle identità locali”.