Fa arrestare ladro sulla Circum: “Tra 2 giorni sarà libero”

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Un romeno di 23 anni, domiciliato presso il campo nomadi di Santa Maria del Pozzo nel quartiere napoletano di Barra, nella serata di ieri, è stato arrestato dalla Polizia di Stato grazie all’intervento di una delle tante pattuglie dell’Esercito Italiano, dislocate nel capoluogo.

Il giovane, approfittando della ressa dei passeggeri che affollavano i tornelli all’uscita dalla stazione della Circumvesuviana di piazza Garibaldi, ha sfilato dallo zaino di una donna uno smartphone di ultima generazione. La vittima, accortasi del furto, ha attirato l’attenzione dei militari che sono riusciti a bloccare il ladro. Il romeno, abilmente, era riuscito a nascondere in un calzino il telefonino appena rubato, che è stato recuperato e riconsegnato alla donna.

Il 23enne è stato poi arrestato dalla polizia con l’accusa di furto con destrezza.

Intanto arrivano le considerazioni della vittima, Cinzia Brancato: “Ieri sera ho fatto arrestare un romeno che mi aveva borseggiato il cellulare – scrive in una lettera inviata a Il Mattino -. Il giovanotto è stato sfortunato perché me ne sono accorta e ho cominciato ad urlargli contro. Il tutto avveniva intorno alle 19:30 ai tornelli della Circum di piazza Garibaldi. Alle mie urla: “Dammi il cellulare, dammi il cellulare” sono intervenuti tre militari dell’Esercito, di pattuglia alla stazione. Il giovanotto ha tentato una strenua difesa. Alla fine, perquisito, e braccato dai tre, non ha potuto far altro che restituirmi il telefonino. I militari hanno chiamato la polizia e io ho passato la serata alla caserma Virgilio Raniero di via Tanucci, dove davanti all’ispettare capo Mario Zimbardi, ho presentato denuncia. Questa mattina il romeno verrà processato per direttissima”.

Poi l’amara riflessione: “Peccato che, tempo due giorni, e il giovanotto sarà di nuovo fuori. Invece di essere espatriato ritornerà al suo campo rom e soprattutto ad essere mio compagno di viaggio. Ma di questo gli uomini dell’esercito e della polizia, a cui va il mio più sincero ringraziamento (dopo mi hanno anche riaccompagnato a casa), davvero non c’entrano nulla”.