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Eugenio Gargiulo lascia il corpo dei caschi bianchi di Sorrento

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L’umiltà di un “angelo della strada” che ha caratterizzato la sua carriera con nobiltà d’animo. Con oggi ha lasciato il servizio di maresciallo della polizia municipale di Sorrento, Eugenio Gargiulo. Segue di qualche mese il comandante Antonio Marcia. Due personaggi che con caratteri e partecipazione opposti hanno nobilitato il corpo dei vigili urbani.

Il loro percorso è stato allineato su binari differenti. Eugenio Gargiulo ha militato per oltre quarant’anni sempre nella polizia municipale di Sorrento, Antonio Marcia ha diviso equamente la carriera tra Massa Lubrense e Sorrento, esercitando un ruolo prevalentemente burocratico. Senza voler tralasciare o sminuire il ruolo del comandante emerito, vorrei sottolineare l’eleganza, la signorilità, il tatto e l’agire che hanno nobilitato il lungo itinerario nella polizia municipale di Eugenio Gargiulo, classe di ferro 1954, un verde talento del Calcio Sorrento, costretto ad archiviare presto la maglia rossonera per un infortunio al ginocchio ed indossare la divisa blu di vigile urbano del comando di Sorrento.

Eugenio nella sua lunga carriera ha onorato la divisa con una signorilità ed una umiltà, una rarità per la quotidianità che caratterizza l’obbligo ad essere “ragazzi di strada”. Anch’io sono un “ragazzo di strada”, fino a poco tempo fa, sempre sul “pezzo”. Su questo versante mi è capitato di ritrovare l’agente prima e il maresciallo poi nelle circostanze quotidiane che caratterizzano una città come Sorrento. In questi frangenti, tragici o leggeri, non ho mai sentito Eugenio Gargiulo alzare la voce. Con garbo e determinazione ha sempre accolto il turista in cerca di informazioni o atteso il giovane centauro che si apprestava a trasgredire il Codice della Strada, discreto e rassicurante anche nel distribuire consigli ai colleghi più giovani.

Una caratteristica che lo ha sempre contraddistinto è l’eleganza che accompagnava la divisa, sempre inappuntabile. Oggi ha archiviato quella divisa per dedicarsi al ruolo di nonno, a spasso con i nipotini in bicicletta. Elegante anche in questo itinerario della nuova quotidianità. In fondo rimarrà sempre un “angelo della strada” con la nobiltà d’animo, con le virtù che hanno caratterizzato la sua carriera e le sue origini. Ciao, Eugenio.

di Antonino Siniscalchi