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Eav allo sbando nonostante floridi bilanci, la denuncia del sindacato

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Solo ieri abbiamo riportato la notizia del treno della Circumvesuviana, uno dei mezzi di ultima generazione, guastatosi improvvisamente subito dopo essere partito da Sorrento e tenendo praticamente prigionieri i passeggeri a bordo per quasi tre ore. Ennesima dimostrazione di come l’Eav non sia in grado di fornire un servizio soddisfacente.

La conferma arriva dalla nota del sindacato Orsa che pubblichiamo di seguito.

La crisi economica delle aziende di trasporto nell’anno del Covid-19 è un fenomeno su base nazionale. Temiamo che il crollo degli incassi da bigliettazione inciderà pesantemente sui bilanci aziendali e, non tutte le aziende hanno una solidità tale da poter reggere se il Governo non varerà altre misure economiche di supporto.

L’Eav però vanta ben 4 anni consecutivi di bilanci chiusi “brillantemente” in attivo e quindi siamo ragionevolmente ottimisti, proprio per questo non riusciamo a capire quali siano le reali preoccupazioni di Umberto De Gregorio nella sua lettera al governatore De Luca.

È vero come dice che il costo del lavoro è aumentato, ma non certamente il costo totale aziendale perché tutti gli accordi stipulati hanno portato sì vantaggi ai lavoratori, ma anche all’azienda in termini di risparmi, di maggiore flessibilità di impiego e di riduzione delle prestazioni in lavoro straordinario, che si moltiplicheranno poi anche negli anni futuri.

È vero anche che ci sono stati incrementi salariali, ma se De Gregorio riteneva basso il suo compenso annuo di circa 45mila euro che, dopo la nomina a direttore generale si è più (molto più) che raddoppiato, perché affermava che a maggiori responsabilità deve corrispondere un maggior guadagno, non capiamo perché lo stesso discorso non dovrebbe essere valido anche per tutti i lavoratori dell’Eav.

L’Ente Autonomo Volturno in questi ultimi anni avrebbe dovuto trasformarsi radicalmente, le tantissime assunzioni fatte ed il cambiamento del quadro normativo in cui si trova ad operare, avrebbero dovuto essere il volano di una radicale mutazione, ma il management è in colpevolissimo ritardo su questo tema che è vitale per lo sviluppo futuro.

Il rinnovo del personale, oltre a dare una spinta all’azienda verso nuovi traguardi, coi relativi risparmi in termini di costi, ci porta di nuovo all’ennesima richiesta di “incentivare” i lavoratori più in là con gli anni ad andare in pensione, ma se da un lato lo si potrà fare per gli autisti dei bus, dall’altro la dirigenza non vorrebbe farlo per il personale che lavora sui treni, agevolando invece i funzionari amministrativi di alto livello, una contraddizione che porterà ulteriori scompensi tra i lavoratori.

In questi ultimi anni sembra infatti che la gestione del personale sia stata rivolta solo ad incrementare il personale amministrativo a svantaggio di quello operativo, quasi che ci fosse un disegno di fondo in modo da esser poi quasi costretti a prepensionare quei lavoratori di una categoria (divenuta in soprannumero) invece che di un’altra che, coi vuoti in organico, non poteva ulteriormente essere ridotta se non penalizzando il servizio.

Il cambiamento normativo richiesto dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (Ansf), pesa molto sul trasporto ferroviario, i ritardi a causa della velocità bassa imposta sono all’origine di molti dei disagi ai viaggiatori, i guasti ai treni fanno il resto in buona compagnia con un’offerta treni rimaneggiata, si pensi è ancora all’80% rispetto a marzo 2020, nonostante i decreti regionali impongano il 100%.

Questi sono i gravi problemi che l’Eav dovrebbe affrontare e risolvere, i danni al bilancio aumenteranno se l’azienda non sarà in grado di offrire un servizio adeguato ad un’utenza stremata da anni di promesse mai mantenute, i treni del revamping sono un fallimento totale, li si inaugura per tenerli fermi, quelli ordinati arriveranno (forse) tra 5 anni; la rete ferroviaria è al collasso, abbiamo rotture della linea aerea, guasti ai segnali, manca un adeguato controllo e taglio dei rami degli alberi confinanti per cui al primo temporale cadono e bloccano la ferrovia, senza dimenticare che ogni tanto, e per fortuna senza conseguenze per lavoratori e viaggiatori, deraglia qualche treno, tenendo la linea misteriosamente chiusa da oltre 6 mesi in attesa di chissà quali vaticinio delle commissioni d’inchiesta come sta succedendo a Benevento.

Questi sono alcuni dei tanti problemi, ma De Gregorio preferisce scrivere al governatore De Luca, intanto però sia i lavoratori che i viaggiatori ogni giorno si arrangiano come possono sui treni (ovviamente senza alcun controllo di polizia) per poter andare a lavorare, a studiare o soltanto per poter tornare a casa, forse dovrebbero scrivere anche loro al governatore, chissà.