È rottura tra l’ex comandante Francesco Schettino ed il suo legale, Bruno Leporatti

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«Abbiamo lavorato bene insieme, vi ringrazio per la collaborazione». Sono queste le poche parole che l’avvocato ha scritto nella lettera inviata a Roberto Balestrieri e Sergio Ambrosio, gli esperti di ingegneria navale che lo affiancavano come consulenti nel processo a carico di Schettino per il naufragio della Costa Concordia del 13 gennaio scorso all’isola del Giglio.

Missiva con la quale Leporatti ha chiuso la sua esperienza al fianco dell’ex comandante accusato di naufragio, omicidio colposo plurimo, abbandono della nave ed omesse comunicazioni all’autorità marittima. I motivi che hanno spinto il legale a rinunciare all’incarico non sono state rese note in maniera ufficiale. Certo è che tra i due si erano generate divergenze sulla strategia difensiva. Uno dei punti di contrasto riguarda i rapporti con i media. Fin dal primo momento dopo la tragedia, Leporatti aveva imposto a Schettino ed alla sua famiglia il silenzio stampa, ossia niente interviste a giornali e televisioni. Indicazioni sempre rispettate se non in qualche rara occasione. Ora però, dopo mesi di silenzio, l’ex comandante aveva manifestato la volontà di difendersi dagli attacchi di alcuni organi d’informazione e ciò avrebbe comportato le rimostranze del legale. Ma la rottura potrebbe essere legata anche ad altri fattori. In particolare per quanto riguarda i rapporti con la Costa.

L’ex comandante agli inizi di ottobre si è scagliato contro la compagnia di navigazione che il 19 luglio scorso gli aveva comunicato il licenziamento per giusta causa in base ad una serie di contestazioni a suo carico: la manovra azzardata, il ritardo nelle decisioni e l’abbandono della nave. La decisione della Costa è stata poi impugnata da Schettino davanti al Tribunale di Genova, con l’ex comandante che chiede il reintegro e gli stipendi arretrati. L’apertura di questo secondo fronte giudiziario, secondo Leporatti, potrebbe compromettere l’esito del giudizio penale in corso a Grosseto: un’eventuale vittoria della Costa nella controversia per il lavoro avrebbe potuto appesantire la sua posizione nell’altro processo. Da tutto ciò la decisione di Leporatti di rinunciare alla difesa di Schettino. Ora gli subentra il penalista Domenico Pepe, 60enne di origine napoletana ma iscritto all’ordine degli avvocati di Monza. Nel collegio difensivo viene affiancato dal figlio Francesco e dagli avvocati Donato Laino e Patrizio Lepiane.