Due tartarughe marine ferite salvate dai pescatori e dagli operatori del Parco di Punta Campanella

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MASSA LUBRENSE. Due esemplari di Caretta caretta sono finiti accidentalmente in una rete da pesca al largo del golfo di Salerno.

 

Grazie alla sensibilità dei pescatori, però, la triste avventura ha avuto un epilogo fortunato per i rettili marini salvati e recuperati dagli operatori del Centro di Primo soccorso dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella che sono prontamente intervenuti a seguito della segnalazione.

Gli esemplari di tartaruga, ribattezzati con i nomi di Onda e Noce, sono due adulte di sesso femminile, lunghe 70 centimetri e del peso di circa 40 chili. La prima, Onda, è in buone condizioni di salute, mentre la seconda, Noce, desta maggiori preoccupazioni, non tanto per la brutta cicatrice presente sul carapace già però rimarginata, ma per seri problemi alla pinna anteriore sinistra. Ora i due rettili marini si trovano presso la Stazione Zoologica Anthon Dohrn di Napoli dove stanno ricevendo tutte le cure del caso.

“Grazie alla fondamentale collaborazione con i pescatori, che va avanti da 7 anni – dichiara il direttore del Parco Marino di Punta Campanella, Antonino Miccio – si riesce a mitigare l’impatto della pesca su questa splendida e preziosissima specie che, minacciata di estinzione, rappresenta un baluardo per la biodiversità nel Mediterraneo. Quindi è doveroso esprimere un sentito ringraziamento ai pescatori che, oltre a mostrare rispetto per il mare, continuano a credere nelle nostre campagne di salvaguardia, collaborando in maniera decisiva al recupero delle tartarughe”.

La sinergia tra Parco Marino di Punta Campanella e pescatori ha portato infatti risultati molto importanti negli ultimi 7 anni, da quando cioè è stato costituito il centro di primo soccorso Tartanet a Massa Lubrense. Da allora sono state salvate e rimesse in mare oltre cento tartarughe marine, con una media di quasi 20 esemplari all’anno.

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