Denuncia de Il Mattino per la baracca simbolo del degrado di Sorrento

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SORRENTO. Per la seconda volta in poche settimane Il Mattino, il principale quotidiano del Mezzogiorno, affronta la questione della baracca sorta davanti al Chiostro di San Francesco ed all’omonima chiesa e vicino all’ingresso della Villa Comunale. Nell’articolo a firma di Antonino Pane, che riportiamo di seguito, anche il riferimento al recente pezzo pubblicato dal nostro sito.

C’era un angolo di Sorrento che nessuno aveva mai osato violare. Forse per il rispetto della storia secolare di questa città, per la devozione ad un luogo sacro, per la consapevolezza che a tutto c’è un limite. Ebbene anche questo piccolo paradiso è stato profanato. Una cabina di legno di fronte all’ingresso del Chiostro di San Francesco, a due passi dalla chiesa di San Francesco, adiacente all’ingresso della Villa Comunale. Un catafalco orribile, un vero e proprio pugno nell’occhio, vicino al quale sono stati anche legati con catene due espositori metallici. È passato quasi un mese da quando Il Mattino ha segnalato per la prima volta questa manomissione, ma la cabina è ancora lì, «protetta», evidentemente. Un sito locale di informazione ha addirittura rivolto un appello a polizia, carabinieri, vigili urbani, procura della Repubblica, Soprintendenza, affinché si provvedesse ad eliminare questo scempio, ma non è accaduto nulla, la cabina è sempre lì. Solo i vigili urbani, stando a quanto abbiamo appreso, hanno inviato una segnalazione all’ufficio urbanistico del Comune ma non ha prodotto nessun effetto. E da questa indagine dei Vigili Urbani si apprende che un altro ufficio del comunale ha rilasciato un’autorizzazione ad occupare quel suolo. A questo punto qualche domanda la dobbiamo porre, i cittadini di Sorrento e i tanti ospiti della città, hanno il diritto di sapere. Chi ha firmato quella autorizzazione? Si è reso conto di cosa stava firmando? Della delicatezza del luogo? Della straordinaria importanza storica di quella zona? Possibile che si autorizza una bancarella di fronte al Chiostro di San Francesco? Secondo noi quella firma è stata messa senza riflettere o, forse, troppo in fretta. Non vogliamo credere che la richiesta era di quelle che non poteva esigere almeno un’indagine preliminare. Ma c’è di più, molto di più. Chi ha avuto quella autorizzazione tra le mani, probabilmente, l’ha interpretata in maniera estensiva. Non vogliamo credere che a Sorrento chiunque ha un’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico può costruirci sopra una baracca. E qui cominciano le dolenti note. Sono necessarie altre domande. Ma nel momento in cui su un suolo pubblico autorizzato per una bancarella viene costruito un manufatto chiuso con una porta e una serratura, anche se di legno, non dovrebbe essere avviata una procedura per abusivismo e segnalato tutto alla Procura della Repubblica? È stato fatto? E la Soprintendenza? Qualcuno si è chiesto se non è necessario il nulla osta della Soprintendenza? È vero che gli architetti del servizio pubblico hanno voluto gli ombrelloni mercatali in piazza Tasso; ma è anche vero, però, che fino ad oggi non si sono ancora espressi sulla costruzione di cabine sul suolo pubblico. Insomma, al di là dell’ironia, la questione della baracca vicino al Chiostro di San Francesco assume sempre di più, ogni giorno che passa, il sapore di una sfida. Noi ci auguriamo che alla fine vinca il buon senso. Basta riflettere, amare veramente Sorrento, per capire che in quell’angolo non ci possono andare né baracche, né ambulanti. È un angolo delicato, che va solo protetto.