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Dalla Repubblica Dominicana la dichiarazione d’amore di uno scrittore per Sorrento

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Si chiama Miuris Rivas ed è uno scrittore domenicano che ha una vera predilezione per l’Italia, la sua musica, la sua gente, la sua storia, i suoi meravigliosi vini.

Sulla sua pagina Facebook ha scritto la storia che ha portato alla nascita della canzone Torna a Surriento. Una dichiarazione d’amore per questa terra che ha voluto condividere con noi.

Amo Surriento!

Tra il Mar Ligure e il Mar Tirreno, situata nell’Italia sud-occidentale, si trova Napoli e in essa, in un punto che pende quasi alla deriva dalle acque azzurre rabbiose, c’è Sorrento, una fiaba tratta da un labirinto di scogliere e caffè da dove la brezza marina smette di essere salata per entrare nei sensi e sentire le note di una delle canzoni che musicalmente immortalano l’Italia.

“Torna a Surriento”, torna a Sorrento, che ne dici? Dico di sì, mille volte…
Facciamo insieme questo viaggio che, poiché è subliminale, cessa di essere un’esperienza ludica quasi fantastica, lussuriosa ed emozionante.

È una delle canzoni napoletane più conosciute insieme a “O sole mio”, “Funiculì, funiculà” e “Santa Lucia”.

Percorreremo la Napoli del secolo scorso, attraverso una Sorrento che monopolizzava la visita di grandi personaggi dell’epoca e precisamente il 15 settembre 1902 vestì i suoi abiti da festa per intrattenere Giuseppe Zanardelli, uno dei politici più illustri dell’epoca.

Se la città della penisola sorrentina è nota per essere stata la culla di Torquato Tasso per la sua Gerusalemme liberata, la fama viva, vibrante e costante la mantiene nel mondo della musica.

Il grande Enrico Caruso, illustre napoletano, interpretò all’inizio del secolo scorso “Torna a Surriento”,
una dolce e piacevole melodia nata nelle terre napoletane con musiche composte nel 1902 di Ernesto de Curtis e testi di suo fratello Giambattista De Curtis, famoso poeta di lettere molto apprezzate.

Grandi tenori e cantanti portavano la canzone considerata proprietaria di un singolare magnetismo, per fasi del mondo, alcuni versi della canzone erano motivo di sospetto, poiché non corrispondevano alle parole più adatte per un uomo da esprimere il desiderio di baciare una donna e la canzone non è stata scritta in omaggio a nessuna donna,
ma per Giuseppe Zanardelli era un lirico invito a tornare a Sorrento e dalla sua posizione politica, ha sostenuto la ricostruzione della città che in quel momento, non stava passando il suo momento migliore.

Vi invito a chiudere gli occhi e ad ascoltare questa canzone, presto potremo sentire la brezza e sentire l’odore del mare.

Ascolta il segreto che ti dirà una conchiglia.