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Da Massa Lubrense al mondo, 10 anni di ricerche per trovare tutta la sua famiglia

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Giunto all’età di 75 anni, nonostante fosse un ex funzionario di Poste Italiane, aveva poca dimestichezza con il computer visto che era andato in pensione quando monitor, tastiere e stampanti stavano appena facendo capolino negli sportelli. Dei social network neanche a parlarne. Poi da un giorno all’altro, per una sorta di sfida, si è seduto davanti ad un pc ed ha imparato ad usarlo da autodidatta. Poi si è iscritto a Facebook ed ha iniziato la sua ricerca conclusasi ora, a distanza di più di 10 anni.

Il protagonista di questa storia è Mario Cappiello (foto in alto), un distinto signore di Massa Lubrense. Tra qualche mese festeggerà il suo ottantacinquesimo compleanno. Ma ciò che è interessante sapere è come ha trascorso gli ultimi due lustri: facendo una sorta di censimento su internet ed attraverso i social di tutte le persone sparse nel mondo che portano il suo stesso cognome.

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Un’avventura cominciata quasi per gioco, quando, nel 2008 ha incrociato Luigi Sigismondi, ex insegnante di scuola elementare oggi 90enne. Tra un ricordo ed una battuta è partita la sfida del docente all’amico: “Mario, perché non rintracci tutti coloro che hanno il cognome Cappiello?”.

Sfida accettata senza batter ciglio. Una volta sarebbe stata una vera e propria impresa per un cittadino comune raggiungere un obiettivo così ambizioso. Nel terzo millennio, invece, grazie alle nuove tecnologie ed avendo molto tempo libero a disposizione si può pensare di farcela. E Mario Cappiello, nonostante abbia dovuto fare i conti con diversi problemi di salute, a distanza di dieci anni può dire di aver concluso il lavoro.

In tutto questo tempo cercando sul web gli altri Cappiello ed inviando centinaia di richieste di amicizia su Facebook, è riuscito a rintracciare omonimi sparsi un po’ in tutto il mondo. Dal Sud America alla Nuova Zelanda, passando per gli Usa e raggiungendo gran parte dei paesi europei. Per la maggior parte si tratta di emigranti partiti proprio dalla costiera dove sembra che sia nata la grande famiglia dei Cappiello.

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Alla ricerca, infatti, ha contribuito anche la locale sezione dell’Archeoclub che ha rintracciato in via Aragona, a Massa Lubrense, l’antico stemma marmoreo della famiglia (foto in basso). Fregio che contribuisce anche a chiarire l’etimologia del cognome che, come si intuisce, è il corrispondente in dialetto napoletano della parola “cappello”.

Comunque l’obiettivo di Mario Cappiello non era quello di scoprire l’origine del proprio cognome, ma di rintracciare tutti i suoi consanguinei più o meno stretti sparsi per il globo. Ed alla fine ce l’ha fatta nonostante qualcuno – in pochi a dire il vero – una volta contattato ha preferito non fornire i propri dati per il censimento familiare. Il risultato di un lavoro così complesso? Circa duemila persone registrate in un libro dal titolo Genealogia della famiglia Cappiello che è stato presentato sabato scorso al Santuario della Madonna della Lobra di Massa Lubrense con la partecipazione come relatore del poeta Salvatore Cangiani.

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