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Criminalità e strutture ricettive, la replica di Atex a Federalberghi Capri

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A sollevare la questione è stato qualche giorno fa il presidente di Atex Campania, associazione che raggruppa titolari di strutture extralberghiere tra Napoli, Sorrento, Capri e la costiera amalfitana. Secondo Sergio Fedele bisogna organizzare al più presto un incontro con il prefetto di Napoli in quanto “occorre fare tutti gli sforzi possibili per proteggere le Zone a Turismo Prevalente, a cominciare dalla penisola sorrentina e da Capri, dal rischio concreto dell’aggressione della criminalità organizzata che, sfruttando questo drammatico momento di crisi del turismo, sta cercando di acquistare strutture turistiche in difficoltà”.

Ipotesi smentita con forza dal presidente di Federalberghi Capri, Sergio Gargiulo: “Intendiamo allontanare dall’isola di Capri ogni accostamento fra proprietà delle strutture ricettive ed ambienti della criminalità”, ha detto il numero uno degli albergatori capresi.

Ora arriva la replica di Fedele: “Sono sorprendenti le dichiarazioni del presidente di Federalberghi Capri che parla di nostre illazioni “sui pericoli che la criminalità possa decidere di investire nel turismo dell’isola azzurra approfittando delle difficoltà degli imprenditori”. Evidentemente il presidente Gargiulo non ha letto bene le nostre parole e ciò è molto grave se poi si affermano cose prive di fondamento.

Nessuno ha affermato che siano in corso trattative di vendita di strutture turistiche dell’isola a operatori collegati alla criminalità organizzata o che tale rischio sia concentrato sull’isola. Abbiamo invece evidenziato che tale rischio non è da sottovalutare soprattutto nelle Zone a Turismo Prevalente (tutte) a causa di una profonda crisi che sta travolgendo il sistema ricettivo.

La preoccupazione aumenta a causa di recenti notizie riportate dai giornali su indagini in corso su infiltrazioni camorristiche in penisola sorrentina. Preoccupazione condivisa in vari territori italiani, da varie associazioni, a partire dalla stessa Federalberghi come Federalberghi Piemonte e Federalberghi Potenza. Preoccupazione evidenziata dal
Cerved che afferma sarebbero circa 10mila i ristoranti esposti a rischio di usura o riciclaggio, quasi 2mila gli alberghi e 1.800 le agenzie di viaggio.

Per queste preoccupazioni e per difendere i nostri territori da questo grande rischio, ci è sembrato doveroso rivolgere un appello alle Istituzioni locali affinché incontrino il prefetto per mettere in campo le misure necessarie preventive per monitorare e controllare questo rischio. Dunque abbiamo sollecitato un’azione preventiva proprio per difendere l’immagine dei nostri territori che Gargiulo teme venga incrinata dalla nostra preoccupazione. Speriamo che la prossima volta il presidente di Federalberghi Capri legga meglio prima di avventurarsi in dichiarazioni fuori tema.

Ovviamente auspichiamo che tale rischio non sia e non sarà presente per Capri, sperando che questa volta il presidente Gargiulo abbia inquadrato bene il problema contrariamente a quanto fece un anno fa quando affermò che a Capri non ci sarebbero state ripercussioni negative sul turismo a causa del coronavirus.

Forse invece di polemizzare inutilmente il presidente di Federalberghi Capri – conclude Fedele – dovrebbe cominciare a collaborare maggiormente con le altre associazioni ricettive, come noi auspichiamo da tempo, in un momento in cui la compattezza della filiera turistica è essenziale”.