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Covid-19. La pasquetta surreale in costiera sorrentina

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Aria tersa, pulita. Mare calmo, sole caldo ma non cocente, il meglio per abbozzare il primo colorito estivo almeno sul viso. Una giornata da Pasquetta, insomma. In penisola sorrentina, da Faito a Punta Campanella, sarebbero stati certamente più di centomila i gitanti che avrebbero invaso questo lembo di terra dove si va dal mare ai monti in pochi chilometri. E invece eccoci qui, da soli, a percorrere l’ultimo tratto della statale 145 meglio nota come Sorrentina.

Ci passano davanti agli occhi i ricordi di comitive festanti, le lunghe code di auto, i picnic improvvisati anche sulle aiuole ai lati della strada. E poi quei tormentati ritorni al tramonto, tre ore solo per arrivare da Sorrento al casello di Castellammare della Napoli-Salerno. Ricordi immersi in questa atmosfera surreale. Non c’è nessuno. Sono le 10.30 e non c’è anima viva neanche sui balconi.

E a guardare questo panorama spettrale i ricordi di ieri lasciano il posto al burbero sguardo di oggi del governatore Vincenzo De Luca: la testa non serve solo a separare le orecchie… . Non c’è che dire, qui la testa la stanno usando, eccome. E se per caso qualcuno non lo avesse capito lungo l’anello Meta-Sorrento (corso Italia) e Sorrento-Meta per le strade lungo il costone ci sono ben 9 posti di blocco. Vigili Urbani, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Esercito, Polizia Metropolitana, finanche auto della Protezione Civile.

Le mascherine coprono i volti ma c’è da credere che molti tra di loro si stanno annoiando a morte. Non arriva nessuno. Buongiorno, sono un giornalista. Allora l’assalto al mare e alle seconde case? “Mi faccia vedere il tesserino”. E poi dopo un rapido sguardo: “Che vuole che le dica nell’ultima ora abbiamo fermato una sola auto, era un collega che andava a prendere servizio e con la mascherina non lo avevamo riconosciuto”. Arrivederci, buon lavoro. Lavoro? Speriamo che arrivi, devono aver pensato. È duro un turno ad aspettare un’auto ogni ora.

Vabbè, andiamo oltre. Un signore esce da una farmacia a Sant’Agnello, un altro inforca una bici e si infila nel vicoletto alle spalle della stazione della Circumvesuviana. Già, la Circumvesuviana. Riecco i ricordi, le fiumane di persone che invadevano le strade di Meta, Piano, Sant’Agnello e Sorrento all’arrivo di ogni treno. Pallone e musica non mancavano mai. Oggi niente treni. De Luca ha fermato tutto, a cominciare dalla Circum. Pasqua e Pasquetta senza treni aveva detto e così è stato. Andiamo a vedere, c’è qualche bus sostitutivo? Niente. Uno lo incrociamo su via degli Aranci. Viene da Sant’Agata. Non ci sono passeggeri. Ma ci spiegano che di pomeriggio sarà tutto fermo.

Tutti a casa, dunque? In penisola sorrentina sembra proprio di sì. Ci manca solo Massa Lubrense, terra di Pasquette ideali. Andiamo a vedere anche perché i bollettini giornalieri raccolti da Il Mattino dicono che il giorno di Pasqua proprio a Massa Lubrense sono stati elevati una ventina di verbali e rispedito indietro diverse famiglie dirette alle seconde case. Ormai è quasi mezzogiorno eppure sulla provinciale Sorrento-Massa Lubrense non incontriamo anima viva. E qui riaffiorano i ricordi. Terra di ristoranti famosi, questa. Bisognava zigzagare tra le auto in sosta per passare. Oggi solo posti di blocco.

Dal belvedere che affaccia sulla Conca Azzurra vediamo una imbarcazione che procede lentamente. Aspettiamo che arrivi più vicina, vuoi vedere che via mare le maglie sono state più larghe? Macché. È una motovedetta, la Cp 542, incaricata di sorvegliare la costa. Il comandante della Capitaneria di porto di Castellammare, Ivan Savarese, competente da Torre Annunziata al limite delle acque di Positano, conferma che non c’è stato nessun mezzo in movimento. Tutti fermi nei porti. Pattuglie della Guardia Costiera hanno presidiato anche le spiagge e gli accessi al mare in tutti i comuni. Solo tre giovani sono stati fermati e sanzionati ai bagni della Regina Giovanna, l’olimpo della Pasquetta. Volevano prendere un poco di sole e, forse, non avevano prestato orecchio a De Luca.

di Antonino Pane da Il Mattino