Comune Unico: Si lavora alla creazione di un comitato civico

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Il dibattito sul Comune Unico della penisola sorrentina è in corso, ma soltanto tra gli addetti ai lavori, perché la popolazione è scarsamente informata e tantomeno coinvolta, sia dai pubblici poteri che dai mass media. Ad oggi, si registra una sola iniziativa assunta, ad opera dell’associazione “La Fenice” di Massa Lubrense, che ha organizzato e promosso un convegno, a Sorrento, il 27 novembre scorso: “Forme associative e autonomia degli enti locali”, presieduto del dottor Filippo Patroni Griffi, già ministro per la Pubblica Amministrazione.

Relatori sono stati i professori Antonio Di Gennaro (Seconda Università di Napoli, docente di Pianificazione Pubblica delle Risorse Naturali e Ambientali), Carmine Cossiga (Università “Parthenope”, docente di Economia delle Amministrazioni Pubbliche) e Alberto Lucarelli (Università degli Studi “Federico II”, docente di Diritto Costituzionale). Hanno partecipato al dibattito, con propri contributi, i sindaci di Massa Lubrense, di Sorrento, di Sant’Agnello, di Piano di Sorrento e di Vico Equense. Sono intervenuti, altresì, l’assessore alle Attività Produttive della Regione Campania, professor Amedeo Lepore, e il sindaco della Città Metropolitana di Napoli, Luigi De Magistris.

Unanimemente (a partire dai cinque sindaci presenti), tutti hanno affermato e concordato sulla necessità di avviare le procedure previste dalla legge nazionale e regionale, al fine di definire la forma più avanzata di associazionismo tra i Comuni della penisola sorrentina, per sua natura e configurazione geografica, già ambito territoriale omogeneo e ottimale, per un’agevole erogazione di servizi più efficienti e più efficaci, attraverso la riduzione dei costi unitari delle funzioni associate e della produzione di economie di scala, nonché attraverso l’uniformità di procedure amministrative e una capacità progettuale, che possa fungere da attrattore di risorse, soprattutto comunitarie.

Il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo, capofila nell’operazione, si è attivato per sottoporre, al proprio Consiglio comunale, la formulazione procedimentale per la fusione dei Comuni della penisola sorrentina, fruendo della consulenza offerta dal consigliere comunale di Sorrento, Fernando Pinto. Il professor Pinto, sulla scorta delle risorse previste per i nuovi Comuni sorti per fusione dal decreto 21 giugno 2013, nella sua consulenza, ha individuato immediati benefici quali: contributi statali per 10 anni successivi alla fusione, fino ad un massimo del 20% dei trasferimenti erariali previsti per il 2010, dall’anno successivo alla fusione; esenzione, per tre anni, dalla disciplina del patto di stabilità; destinazione di una quota del fondo di solidarietà comunale, stabilito dallo Stato, fissato in misura non inferiore a 30 milioni di euro; possibilità di mantenere tributi e tariffe differenziate, per il primo mandato del nuovo Comune successivo alla fusione.

La somma di questi benefici, oltre a tutte le economie di spesa possibili e facilmente realizzabili, farebbe del Comune Unico della penisola sorrentina il paese più ricco in assoluto della Campania, se non, addirittura, d’Italia. Di converso, nessun danno proviene agli abitanti dei Comuni che intendono fondersi, perché le leggi in materia tutelano l’identità dei cittadini, acquisita all’origine. La costituzione delle municipalità, inoltre, favorisce e garantisce la fruizione dei servizi da parte del cittadino.

Sembrerebbe tutto facile, ma le buone intenzioni del sindaco Cuomo pare si scontrino con una parte della propria maggioranza, refrattaria al cambiamento. Se così stanno le cose, occorre una grande mobilitazione popolare, con la discesa in campo anche delle associazioni culturali, del volontariato, delle professioni e delle arti, dell’artigianato e della piccola industria, nonché di tutte le altre attività di produzione e lavoro, della stampa e della comunicazione di ogni tipo, per affermare il sacrosanto diritto delle genti della penisola sorrentina ad una vita decisamente migliore e al “buon vivere”, attraverso questa nuova ipotesi di autonomia locale.

I segnali, in tale direzione, provenienti dal basso, sono assolutamente tranquillizzanti, per la riuscita di una positiva, forte e incisiva azione popolare. Ecco perché è necessaria, non soltanto l’iniziativa pubblica, ma anche quella della società civile. L’associazione “La Fenice” si impegna, da subito, a promuovere un grande comitato civico per la fusione dei Comuni, con il principale intendimento di stimolare quelle convergenze intercomunali, unite alla partecipazione dei cittadini.