Il Comune assume con i buoni lavoro

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VICO EQUENSE. Offrire la possibilità di lavorare e di percepire un reddito a coloro che sono senza un impiego stabile. L’iniziativa è del Comune di Vico Equense ed è aperta a quanti non godono di un posto fisso che potranno, così, svolgere un’attività temporanea. L’amministrazione guidata dal sindaco Gennaro Cinque, ha deciso di avvalersi del meccanismo dei “buoni lavoro” per offrire occasioni d’impiego e d’integrazione di reddito a quei soggetti che non hanno un’occupazione e vivono in condizioni di disagio economico.

Alle selezioni potranno partecipare i cassintegrati e i lavoratori in mobilità, i disoccupati di lunga durata ed anche gli anziani. Il valore del voucher è pari a 10 euro per ogni ora di lavoro e comprende la contribuzione della gestione separata Inps, quella in favore dell’Inail per l’assicurazione contro gli infortuni e un compenso all’Inps per la gestione del servizio. Il guadagno netto del lavoratore, pertanto, è pari a 7,50 euro all’ora e non potrà superare la soglia di 5mila euro per anno solare.

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Il Comune predisporrà delle graduatorie sulla base dei titoli presentati, della situazione Isee e della composizione del nucleo familiare.

Tra le figure richieste, amministrativi con il compito di supporto agli uffici comunali, operai con eventuali incarichi di piccola manutenzione e in particolare muratori, falegnami, idraulici, elettricisti, meccanici, giardinieri, operatori ecologici, autisti e accompagnatori, addetti alla somministrazione di cibi e bevande e ai servizi di ristorazione nelle mense comunali. Una quota dei “buoni lavoro” verrà destinata a soggetti che si trovano in particolari condizioni di rischio.

Per il personale amministrativo è necessario il diploma di scuola superiore, per gli operai, invece, occorre il titolo di studio di natura tecnico-professionale, oppure l’attestazione di qualifica professionale rilasciata dal collocamento o di maturata esperienza in una delle mansioni richieste. Per gli addetti alle mense, invece, l’attestato di operatore della ristorazione conseguito con corsi professionali autorizzati dalla Regione, o il diploma di addetto ai servizi di cucina acquisito presso una scuola alberghiera, o il titolo di studio della scuola dell’obbligo insieme al certificato sanitario per la somministrazione degli alimenti (Haccp).