Completato il restauro dello “Schizzariello” e della fontana di Sant’Antonino

  • Completato il restauro dello “Schizzariello”  e della fontana di Sant’Antonino
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  • Completato il restauro dello “Schizzariello”  e della fontana di Sant’Antonino
  • Completato il restauro dello “Schizzariello”  e della fontana di Sant’Antonino

SORRENTO. Sono stati completati, sotto il diretto controllo della Soprintendenza, i lavori di restauro effettuati sui manufatti lapidei delle due fontane storiche di Sorrento, quella detta dello “Schizzariello” e quella di via Sant’Antonino che così vengono riconsegnate alla città nel loro antico splendore anche se necessitano, ora, di ulteriori interventi di natura architettonica ed idrica già previsti dai rispettivi progetti redatti dall’architetto Antonino Aprea ed autorizzati dalle rispettive Soprintendenze.


La fontana detta dello “Schizzariello” ritrova così la sua immagine originaria con il posizionamento dei pennacchi e dello stemma della città, oggi rifatti, seguendo le immagini dipinte da Theodore Duclere nel 1861 in quanto del tutto mancanti: i primi scomparsi già nelle foto del 1890 e lo stemma sottratto presumibilmente negli anni ’60.

Quella di via Sant’Antonino, poi, con la risistemazione architettonica che prevede due aperture laterali nel vallone retrostante si riapproprierà dello sfondo che gli era proprio prima del suo trasferimento da piazza del Castello nel sito attuale.

Anche questi due interventi, come quello già completato sul monumento a Torquato Tasso, sono stati promossi e finanziati dalla Fondazione Sorrento in collaborazione con il Comune su progetti di restauro redatti dalla ditta Maestranze Napoletane di Raffaele Sorrentino srl, qualificata ai sensi della vigente normativa e sono stati realizzati sotto l’alta sorveglianza della competente Soprintendenza che aveva verificato in via preventiva la bontà delle proposte di restauro.

“Grazie a questi interventi – ha detto il sindaco Giuseppe Cuomo – vengono restituiti alla città due fontane legate alla storia e alle tradizioni popolari della nostra gente. Siamo grati alla Fondazione Sorrento e alla Soprintendenza per lo straordinario lavoro di ricerca che ha permesso di ricostruire fedelmente i pezzi mancanti”.