Città Metropolitana: La penisola senza rappresentanza

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SORRENTO. Il mese prossimo si procederà ad eleggere il primo Consiglio in seno alla Città Metropolitana di Napoli, ente che sostituirà la Provincia. Non saranno, però, i cittadini a scegliere i loro rappresentanti, ma gli amministratori locali in carica: sindaci e consiglieri dei Comuni interessati. Un sistema che sta già provocando malumori, soprattutto nelle aree che ritengono di poter essere penalizzate.

A Sorrento, in particolare, a fare la voce grossa è il vice sindaco Giuseppe Stinga: “In penisola sorrentina, si continua a pensare soltanto a se stessi invece di avere un’ottica comprensoriale. Si bada al proprio orticello a dispetto degli annunci in merito a progetti consortili. Non faccio troppi giri di parole. La penisola ha dimostrato incapacità e gravissima miopia politica. Spero che le cose cambino in fretta ma sono sincero, non vedo soluzioni”.

In sostanza Stinga ritiene che per le elezioni della Città Metropolitana non ci siano chance di riuscire a piazzare un consigliere originario della Terra delle Sirene.

Stinga Giuseppe

“In questo momento storico – afferma il vice sindaco di Sorrento – c’era bisogno di avviare un dialogo interno, tra tutte le amministrazioni comunali del nostro territorio. La penisola sorrentina ha un ruolo cruciale per la tenuta economica della Campania, è una perla del turismo mondiale. E non può decidere così, arbitrariamente, di snobbare un’opportunità politica come quella della Città Metropolitana. Questo nuovo organismo trova sponde con il voto degli addetti ai lavori, quindi di poche persone. E sarebbe stato facile fare gruppo. Ogni sindaco avrebbe solo dovuto trovare intesa con la propria maggioranza e portare avanti un piano e invece niente. E’ gravissimo quello che è avvenuto e non faccio fatica a mostrare la mia amarezza pubblicamente. L’ho detto anche ai miei colleghi di maggioranza e agli altri esponenti delle amministrazioni del comprensorio. Al di là dei colori politici, si sarebbe dovuto trovare un accordo per presentarsi con un progetto serio e proficuo. Da mesi si parla dell’Unione dei Comuni e di tante iniziative che hanno sulla carta le premesse di rilanciare l’azione della penisola per il bene dei cittadini tentando di trovare spazi sovracomunali dove si sarebbe potuto incidere di più collaborando in prima linea alle direttive. Invece siamo costretti ancora una volta a ingoiare un boccone amaro. Avremmo potuto portare le nostre istanze a questa nuova istituzione. Ma ora siamo assenti, condannati a rimanere spettatori che dovranno accettare decisioni assunte da altri. Pensare alla nascita di una singola municipalità in penisola è bellissimo. Ma ritengo che la politica della Terra delle Sirene avrebbe dovuto dimostrare con i fatti e non con le parole di possedere una visione in grado di poter supportare il peso, l’onore e l’onere di una strategia che possa concludersi con l’istituzione di un singolo Comune”.