Chiusura della campagna elettorale tra veleni e polemiche

SANT’AGNELLO. Ieri sera è scattato il silenzio elettorale. Ventiquattro ore a disposizione dei cittadini per metabolizzare promesse ed impegni dei candidati e prepararsi alla scelta che ritengono più giusta per il futuro della città.

 

Nel frattempo, nel corso delle battute conclusive dei comizi i tre aspiranti sindaci si sono dati battaglia a suon di provocazioni e battute al vetriolo.

Il primo ad innescare la miccia è stato l’assessore provinciale al Turismo e leader della lista “Sant’Agnello prima di tutto”, Piergiorgio Sagristani. Dopo aver rilanciato i punti salienti del suo programma, restyling del campo sportivo comunale di viale dei Pini, nuove case popolari da realizzare in via Gargiulo, Palaexpò e scuola media di via dei Gerani, è partito all’assalto del primo cittadino uscente: “In quasi cinque anni, il sindaco Orlando non ha realizzato nulla di quello che aveva promesso – ha detto Sagristani –, questa triste parentesi sta per finire e con essa una campagna elettorale fatta di menzogne e mistificazioni”.

Il candidato della lista “Liberi e uguali per Sant’Agnello”, ha ribattuto che “il nostro è un programma fatto di proposte concrete e con precise scadenze”. Poi Gian Michele Orlando ha ribadito i punti sui quali chiede la conferma all’elettorato: Rinuncia alle indennità per sindaco ed assessori, sostegno alle famiglie disagiate, sicurezza stradale e mobilità sostenibile, oltre a tutela del territorio e varo di un nuovo piano regolatore.

Anche Rosario Salerno, leader dei “Cristiano democratici”, non ha risparmiato stilettate ai propri denigratori, soprattutto in merito alla candidatura di don Nicola De Maria, osteggiata dalla poltica e dai vertici ecclesiastici, primo fra tutti il vescovo Francesco Alfano. “Hanno attaccato De Maria per colpire la lista che aspira ad intercettare il voto di protesta dei santanellesi stanchi del dualismo tra Sagristani e Orlando – ha sottolineato Salerno -. Ci batteremo per scongiurare l’abbattimento delle case abusive e per un paese più sicuro”.

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